Il calcio italiano piange Osvaldo Bagnoli, morto oggi, venerdì 17 luglio, all’età di 91 anni. Lo storico allenatore si è spento all’ospedale Borgo Roma di Verona, la città alla quale era rimasto indissolubilmente legato dopo aver guidato l’Hellas Verona alla più grande impresa della sua storia: la conquista dello scudetto nella stagione 1984-1985.
Prima di diventare allenatore, Bagnoli aveva avuto una lunga carriera da centrocampista, durante la quale vestì anche la maglia dell’Udinese in due differenti periodi.
Le due esperienze con l’Udinese
Nato a Milano il 3 luglio 1935, Bagnoli iniziò la carriera professionistica con il Milan, per poi passare al Verona. Nell’estate del 1960 arrivò per la prima volta a Udine, disputando con i bianconeri il campionato di Serie A 1960-1961.
Quella stagione si concluse con la salvezza dell’Udinese, ottenuta dopo gli spareggi contro Bari e Lecco. Dopo le successive esperienze con Catanzaro e Spal, Bagnoli tornò in Friuli nella stagione 1967-1968, quando la formazione bianconera militava in Serie C. Due parentesi separate, ma sufficienti a legare il suo nome anche alla storia del club friulano, prima della conclusione della carriera da calciatore con il Verbania.
Lo storico scudetto con l’Hellas Verona
Terminata l’esperienza sul campo, Bagnoli iniziò una lunga carriera da allenatore. Dopo aver guidato, tra le altre, Como, Rimini, Fano e Cesena, nel 1981 approdò sulla panchina dell’Hellas Verona.
Con i gialloblù conquistò prima la promozione in Serie A e poi, nella stagione 1984-1985, uno scudetto entrato nella storia del calcio italiano. Una squadra composta da giocatori come Claudio Garella, Hans-Peter Briegel, Preben Elkjaer, Antonio Di Gennaro e Giuseppe Galderisi riuscì a precedere tutte le grandi del campionato, regalando al Verona il suo primo e unico titolo nazionale.
Bagnoli rimase sulla panchina dell’Hellas fino al 1990. Successivamente allenò il Genoa, portandolo fino alla semifinale di Coppa Uefa dopo la storica vittoria sul campo del Liverpool, e infine l’Inter, ultima squadra della sua carriera da tecnico.
Con la scomparsa di Osvaldo Bagnoli se ne va uno dei simboli di un calcio concreto e lontano dai riflettori, capace di costruire attraverso il lavoro una delle imprese sportive più sorprendenti di sempre. Nel suo lungo percorso resta anche il ricordo delle due stagioni trascorse con la maglia dell’Udinese.
