A Tarvisio 240 studenti diventano ambasciatori della sostenibilità

Oltre 240 alunni, 18 classi coinvolte, 72 laboratori didattici e 110 ore di attività dedicate ai temi dell’acqua, dell’energia e dei rifiuti. Sono i numeri del progetto “La bussola di acqua, energia e rifiuti: un percorso per orientarsi verso la neutralità climatica”, che ha coinvolto l’Istituto omnicomprensivo “Ingeborg Bachmann” di Tarvisio e l’Università di Udine.

Il percorso si concluderà mercoledì 14 maggio, dalle 9, nel palazzetto coperto del tennis di Tarvisio, dove gli studenti presenteranno i lavori realizzati durante l’anno scolastico.

Un progetto per aumentare la consapevolezza ambientale

L’iniziativa ha messo al centro il ruolo dell’educazione e della partecipazione attiva nella costruzione di una maggiore consapevolezza ambientale, valorizzando in particolare il contributo delle nuove generazioni nella promozione di comportamenti più sostenibili.

Il progetto ha coinvolto studenti, insegnanti e territorio in un percorso educativo sui temi della sostenibilità, della riduzione dei rifiuti, del riuso e della responsabilità collettiva. Tra novembre e dicembre 2025 hanno partecipato gli allievi della scuola primaria e secondaria di primo e secondo grado dei plessi di Pontebba, Tarvisio e Ugovizza.

Con loro ha lavorato il team del Dipartimento di Lingue e letterature, comunicazione, formazione e società dell’Università di Udine, composto da Andrea Guaran, coordinatore del progetto, Federico Venturini e Giada Rossi.

L’attività rientra nel progetto “Climate compass for municipalities” del programma Interreg Italia-Austria e accompagna i Comuni di Tarvisio, Ritten/Renon in Alto Adige e Moosburg in Austria nel percorso verso la neutralità climatica.

La presentazione dei lavori a Tarvisio

Durante la mattinata conclusiva, le classi presenteranno i materiali e i percorsi sviluppati nel corso del progetto. Gli studenti illustreranno elaborati dedicati alla promozione di buone pratiche ambientali, utilizzando linguaggi e strumenti diversi in base all’età e al grado scolastico.

Le classi della scuola primaria esporranno poster dedicati alla sostenibilità, mentre gli studenti della scuola secondaria di primo grado presenteranno fanzine sui temi ambientali. Le classi della scuola secondaria di secondo grado proporranno invece un video dedicato ai rifiuti e alla promozione del riuso.

L’incontro sarà anche l’occasione per sperimentare attività di “peer education”, con alcune classi impegnate a coinvolgere altri studenti in momenti di confronto e condivisione, per trasmettere conoscenze, pratiche e riflessioni maturate durante il percorso.

Guaran: “I giovani sono il futuro”

Per Andrea Guaran, docente dell’Ateneo friulano e coordinatore del progetto didattico, l’evento rappresenta “una importante occasione di condivisione dei percorsi condotti durante l’anno scolastico e di attestazione del fondamentale valore educativo e formativo di quanto da loro stessi ideato, progettato e realizzato”.

I giovani sono il futuro – ha sottolineato Guaran – e il modo migliore per garantire loro una esistenza di qualità è farli riflettere sul loro rapporto con l’ambiente e sull’importanza di assumere comportamenti di rispetto e di cura”.

Il Comune di Tarvisio: “Sfida centrale per la comunità”

Anche il Comune di Tarvisio ha evidenziato il valore dell’iniziativa, definendola “un’importante occasione di crescita educativa e formativa”, resa possibile anche grazie al contributo dell’Università di Udine.

Per il vicesindaco, la sostenibilità ambientale e la neutralità climatica rappresentano oggi alcune delle principali sfide per il futuro della comunità. Percorsi educativi di questo tipo, ha spiegato, sono essenziali per accrescere la consapevolezza nelle nuove generazioni e fornire strumenti concreti per affrontare queste criticità.

Il Comune ha inoltre confermato il proprio impegno nel sostenere iniziative capaci di mettere in rete istituzioni, scuola e territorio, in un approccio condiviso e partecipato alle sfide ambientali.

Madotto: “Risultati oltre le aspettative”

Soddisfazione anche da parte dell’Istituto Bachmann. Per Debora Madotto, primo collaboratore del dirigente scolastico, l’obiettivo del progetto era trasformare i temi dell’ecologia e della sostenibilità in azioni concrete.

“I risultati hanno superato le aspettative”, ha spiegato Madotto, evidenziando come i ragazzi siano riusciti a rielaborare con fantasia concetti complessi legati alle risorse e all’ambiente. La produzione di fanzine, cartelloni e giochi didattici rappresenta, secondo Madotto, la prova concreta di un percorso capace di far maturare negli studenti una nuova sensibilità, orientata alla cittadinanza attiva e a una maggiore consapevolezza delle scelte quotidiane.

Un percorso legato allo sviluppo sostenibile del Tarvisiano

Il progetto si inserisce in un percorso più ampio avviato dal Tarvisiano sul fronte della sostenibilità. A ricordarlo è Claudia Gioitti, manager di sostenibilità del Consorzio di promozione turistica del Tarvisiano, di Sella Nevea e del Passo Pramollo, capofila dell’iniziativa.

Gioitti ha sottolineato come il territorio abbia avviato già nel 2019 un percorso che nel 2020 ha portato alla certificazione Gstc come seconda destinazione in Italia e che oggi si sta estendendo alla Riserva Mab Unesco Alpi Giulie.

“L’obiettivo – ha spiegato – è rendere la sostenibilità una leva concreta di sviluppo socio-economico per le nostre comunità”. In questo quadro, il lavoro nelle scuole assume un ruolo centrale, perché l’educazione ambientale rappresenta uno dei punti di partenza per costruire una consapevolezza diffusa e duratura.

Secondo Gioitti, investire sugli studenti significa non solo formare le nuove generazioni, ma anche coinvolgere le famiglie e, progressivamente, l’intera comunità. L’auspicio è che iniziative come questa possano diventare un modello replicabile anche in altri comuni del comprensorio.