Prima le fabbriche, poi le case, poi le chiese: a Feletto il racconto della rinascita del Friuli

La ricostruzione del Friuli dopo il terremoto del 1976, raccontata attraverso le testimonianze di chi visse quei giorni accanto alle comunità colpite. Venerdì 11 settembre, alle 20.30, il Teatro Paolo Maurensig di Feletto Umberto ospiterà la proiezione della serie documentaristica “Prima le fabbriche, poi le case, poi le chiese”, diretta da Massimo Garlatti-Costa.

L’appuntamento, in programma nel teatro di via Mazzini 1/A, è promosso da Glesie Furlane e prodotto da Belka Media, con il sostegno di ARLeF, Fondo per l’Audiovisivo del Friuli Venezia Giulia e Regione Friuli Venezia Giulia. Il progetto è stato sviluppato con il patrocinio dell’Arcidiocesi di Udine ed è già stato trasmesso su Rai 3 Bis e RaiPlay.

Il terremoto visto attraverso gli occhi dei sacerdoti

La serie ripercorre una delle pagine più drammatiche e, allo stesso tempo, decisive della storia recente del Friuli: quella della ricostruzione successiva al sisma del 1976. A raccontarla sono soprattutto le voci dei sacerdoti di Glesie Furlane che, all’epoca ancora giovani, si ritrovarono a vivere quotidianamente nelle tendopoli, nei paesi devastati e nelle assemblee insieme alle popolazioni terremotate.

Non furono soltanto testimoni del dolore e delle difficoltà di quei mesi, ma parteciparono direttamente alla ricostruzione delle comunità, contribuendo al dibattito sul futuro del territorio e sulla necessità di evitare che il terremoto producesse una nuova e massiccia ondata di emigrazione.

Da quella convinzione nacque anche la frase che dà il titolo alla serie: “Prima le fabbriche, poi le case, poi le chiese”. Una formula che sintetizzava una precisa scelta: garantire prima di tutto il lavoro, per permettere alle persone di restare in Friuli e ricostruire qui il proprio futuro.

Le testimonianze di chi visse la ricostruzione

Attraverso testimonianze dirette e materiali d’archivio, il documentario ricostruisce non soltanto gli interventi su edifici, strade e infrastrutture, ma soprattutto la dimensione sociale e umana della rinascita friulana. Al termine della proiezione è previsto anche un incontro con don Romano Michelotti, don Rizieri De Tina e don Luigi Gloazzo, protagonisti e testimoni diretti di quella stagione.

Il confronto sarà l’occasione per riflettere sull’eredità lasciata dal terremoto del 1976: dalla memoria collettiva al senso di appartenenza, fino al modo in cui la tragedia e la successiva ricostruzione hanno trasformato profondamente l’identità delle comunità friulane.

La serata rappresenta il terzo appuntamento del percorso culturale organizzato in occasione del cinquantesimo anniversario del terremoto del Friuli. Un progetto che utilizza il cinema documentario per tramandare alle nuove generazioni la memoria del sisma e della ricostruzione, valorizzando allo stesso tempo il patrimonio audiovisivo regionale e creando occasioni di confronto tra chi visse direttamente quella stagione e chi ne conosce oggi la storia soltanto attraverso i racconti.

Il calendario proseguirà sempre al Teatro Maurensig sabato 3 ottobre alle 20.30, nell’ambito della Festa d’Autunno, con la proiezione di Toros, ministro operaio, altro documentario firmato da Massimo Garlatti-Costa. L’opera è dedicata a Mario Toros, operaio, sindacalista e ministro, protagonista delle battaglie per i diritti dei lavoratori e tra le figure politiche che contribuirono alla ricostruzione del Friuli dopo il terremoto.