Sono Elena Miriana Bouariu e Lucrezia Lunardelli, laureate in Infermieristica all’Università di Udine, le vincitrici ex aequo della terza edizione del “Premio Mariagrazia Zanon”, promosso dall’Associazione italiana contro leucemie, linfomi e mieloma (AIL) in collaborazione con l’Ateneo friulano.
Il riconoscimento, del valore di 1500 euro ciascuno, è dedicato ai migliori lavori di tesi nell’ambito dell’assistenza onco-ematologica e dei processi innovativi di cura.
Le tesi premiate tra cure palliative e percorsi educativi
Il premio valorizza due percorsi di ricerca differenti ma complementari. Elena Miriana Bouariu, residente a Udine, ha discusso una tesi dal titolo “L’efficacia delle cure palliative in ambito ematologico: overview di review”. La relatrice è stata Margherita Venturini, con correlatrice Laura Nappi.
Lucrezia Lunardelli, originaria di Cividale del Friuli, si è laureata con la tesi “Soddisfazione per l’intervento educativo e aderenza alla terapia immunosoppressiva nei pazienti sottoposti a trapianto allogenico di cellule staminali ematopoietiche: sotto-analisi del trial Nismat”, con il contributo scientifico di Chiara Visintini e Irene Mansutti.
Una rete tra università, sanità e associazioni
Alla cerimonia di premiazione hanno partecipato il rettore dell’Università di Udine Angelo Montanari, la coordinatrice del corso di laurea magistrale interateneo in Scienze infermieristiche e ostetriche Alvisa Palese, il presidente AIL Udine e Gorizia Giuseppe Gioffrè e la vicepresidente Serena Rossi.
Il rettore Montanari ha sottolineato il valore strategico delle scienze infermieristiche nel sistema universitario friulano. “Le scienze infermieristiche sono da sempre una realtà di eccellenza e motivo di orgoglio del nostro ateneo – ha sottolineato –. E questo grazie al lavoro svolto nei due poli di Udine e di Pordenone, ormai attivi anche a livello internazionale, dove hanno sede i corsi di laurea in Infermieristica”.
“Fondamentale è anche il rapporto con il sistema sanitario regionale, le strutture socio assistenziali sul territorio e le associazioni come l’Ail, che ringraziamo molto per questa importante iniziativa che ci unisce con successo da diversi anni. Il tema dell’assistenza per noi è centrale tanto che abbiamo avviato da due anni il progetto di umanizzazione delle cure“.
“Che significa – ha continuato -, qualità delle relazioni con il paziente, ma anche applicazione di questo principio al funzionamento delle strutture in una prospettiva di benessere organizzativo che ricade poi positivamente sul paziente. Perciò premi come questo vanno nella giusta direzione: fornire dare ai nostri studenti e ai nostri laureati la giusta impostazione formativa”.
AIL: valorizzare il ruolo degli infermieri in ematologia
Anche l’AIL ha ribadito il valore del progetto e la sua possibile replicabilità a livello nazionale. “Recentemente a Roma – ha detto il presidente dell’Ail, sezione di Udine e di Gorizia, Giuseppe Gioffrè –, durante le giornate di Formazione delle Sezioni Ail, il progetto è stato presentato e ha riscosso un notevole successo con parecchie Sezioni Ail che hanno mostrato molto interesse a replicare sui loro territori il nostro format di Udine”.
“Valorizzare il ruolo degli infermieri in Ematologia è importante ai fini della presa in carico multidisciplinare del paziente ematologico e per i risvolti umani delle interazioni tra i pazienti, i caregiver e il personale infermieristico”.
La commissione che ha assegnato il premio era composta da Alvisa Palese, Giuseppe Gioffrè, Serena Rossi ed Eleonora Toffoletti.
