Il mercato immobiliare a Udine: crescono le compravendite, ma pesa l’eredità delle datate

Presentato a Buttrio l’Osservatorio immobiliare Fiaip Udine e provincia 2026

Il mercato immobiliare di Udine e della sua provincia si conferma solido, ma attraversato da una profonda trasformazione. Non una crisi dei volumi, quanto piuttosto un cambio di paradigma, nel quale a fare la differenza sono sempre più efficienza energetica, accesso al credito, qualità dei servizi e politiche pubbliche a sostegno della casa.

È la fotografia emersa dall’Osservatorio immobiliare Fiaip di Udine e provincia 2026, presentato oggi, martedì 16 giugno, nella sala conferenze dell’Hotel Le Fucine di Buttrio, in occasione del Borsino Day 2026. L’appuntamento ha fatto il punto sull’andamento del mercato immobiliare del territorio, analizzando dati, tendenze e prospettive per il comparto residenziale.

Ai lavori sono intervenuti, per la Federazione italiana agenti immobiliari professionali, il presidente provinciale Luca Macoratti, il presidente regionale Stefano Nursi e il presidente nazionale Fabrizio Segalerba. Numerosi anche gli ospiti istituzionali e del mondo economico, chiamati a confrontarsi sui diversi aspetti che incidono oggi sul settore.

Udine e provincia, un territorio che resta attrattivo

Dal report emerge un quadro complessivamente positivo. La provincia di Udine si presenta come una sorta di “isola felice” rispetto al contesto nazionale, grazie a un’economia territoriale ancora solida e a indicatori occupazionali favorevoli.

Il tasso di disoccupazione si attesta infatti al 3,8%, contro il 5,1% della media italiana. Anche il reddito disponibile pro capite, pari a 23.534 euro, risulta superiore alla media nazionale, ferma a 22.400 euro. Elementi che contribuiscono a sostenere la domanda abitativa e a rendere più agevole l’accesso ai mutui.

Un ruolo importante, secondo l’analisi, è stato svolto anche dalle politiche regionali a sostegno della casa, tema affrontato durante l’incontro con l’assessore regionale alle Infrastrutture e territorio Cristina Amirante.

Il nuovo fenomeno: l’immobiliare da successione

Il dato più significativo riguarda però la demografia. Con appena 5,4 nati ogni mille abitanti, la provincia di Udine si colloca al 92esimo posto su 107 province italiane. I decessi sono più del doppio delle nascite, con un tasso di mortalità pari al 12 per mille.

Da qui nasce quella che il report definisce la nuova fase dell’immobiliare da successione. Il mercato, sottolinea l’Osservatorio, “sta cambiando pelle”: sempre più abitazioni arrivano sul mercato perché ereditate, spesso datate e bisognose di interventi di riqualificazione.

La sfida sarà quindi riuscire a gestire l’immissione di immobili obsoleti, adattandoli a una domanda che cambia. A cercare casa sono sempre più single, anziani e nuovi residenti, con un saldo migratorio positivo del 6,1%. Gli acquirenti guardano con crescente attenzione alla qualità dell’abitare, alla sostenibilità e alla riqualificazione energetica, spinte anche da normative e tendenze nazionali ed europee.

Mutui in crescita e tassi più favorevoli

Il 2025 e i primi sei mesi del 2026 hanno segnato il consolidamento della discesa dei tassi di interesse. Il tasso fisso medio oscilla oggi tra il 2,85% e il 3,30%, mentre il variabile si colloca tra il 2,60% e il 3,10%.

Questa situazione ha favorito una crescita del 26% dei mutui stipulati. L’importo medio del mutuo in provincia si aggira sui 115mila euro, mentre in città sale a circa 129mila euro.

Secondo Fiaip, acquistare casa a Udine e provincia resta oggi particolarmente accessibile. Il rapporto medio tra mutuo e valore dell’immobile è del 55% in città e del 57% in provincia. Gli acquisti con contributo prima casa si attestano invece intorno al 70% a Udine e al 76% nel resto della provincia.

Compravendite in aumento, prezzi stabili o in lieve calo

Il mercato mostra segnali di vivacità sia nel capoluogo sia in provincia. A Udine città le transazioni sono state 1.726, con un aumento dell’11,8% degli scambi. I prezzi risultano però in lieve flessione, con un calo dell’1,6% e un valore medio di 1.240 euro al metro quadrato.

La zona più richiesta resta il semicentro nord, apprezzato per servizi, verde e qualità della vita, mentre l’area con il maggior numero di transazioni è quella della stazione.

In provincia le transazioni sono state 7.876, in aumento del 9,1%, con prezzi sostanzialmente stabili, pari a 1.065 euro al metro quadrato e una crescita dello 0,7%. Tra le aree con il maggiore incremento delle compravendite figurano Buttrio, Cividale e Ravascletto, mentre risultano in lieve calo Palmanova, Tolmezzo e Sappada.

La casa efficiente vale di più

Uno dei temi centrali dell’Osservatorio riguarda l’impatto delle direttive green e della transizione energetica sul valore degli immobili. Le abitazioni moderne, efficienti e già adeguate ai nuovi standard mantengono prezzi solidi e tempi di vendita più rapidi.

Al contrario, gli immobili datati subiscono maggiori difficoltà: da un lato per l’incertezza legata ai costi di ristrutturazione, dall’altro per la maggiore prudenza degli istituti di credito nel finanziare l’acquisto di case con basse prestazioni energetiche.

Il risultato è una crescente polarizzazione del mercato. La metratura e l’estetica, da sole, non bastano più: il valore di una casa viene ridefinito anche dalla classe energetica, dai servizi vicini, dalla sostenibilità e dalla qualità complessiva dell’abitare.

Affitti brevi in crescita e nuove rendite per i proprietari

Durante il convegno è stato affrontato anche il tema delle locazioni. Il settore registra un boom di richieste e vede crescere, accanto agli affitti tradizionali, anche la formula degli affitti brevi e turistici.

Per molti proprietari si tratta di una scelta strategica, perché consente maggiore flessibilità e riduce il rischio di morosità. Secondo l’analisi Fiaip, questo mercato convive oggi in equilibrio con le locazioni classiche, contribuendo a diversificare le forme di rendita immobiliare.

Spazio anche al ruolo dell’agente immobiliare, sempre più centrale in un settore regolamentato e complesso. Il rapporto tra professionisti e consumatori è stato approfondito con la presidente di Consumatori Attivi, Barbara Puschiasis, e con Consumerismo.

Il confronto con istituzioni e categorie

Il Borsino Day è stato anche occasione di confronto con istituzioni, imprese e mondo del credito. Con il vicepresidente Ance Andrea Specogna si è parlato di nuove costruzioni, mentre il direttore commerciale di Bluenergy Group Luca Trusgnach ha affrontato il tema della transizione green nella filiera immobiliare.

L’accesso al credito e l’andamento dei mutui sono stati approfonditi con il responsabile Retail Civibank Mauro Dorligh. A portare i saluti istituzionali sono stati anche il sindaco di Buttrio Eliano Bassi, con un focus sull’andamento positivo del mercato immobiliare locale, e il sindaco di Udine Alberto Felice De Toni, con cui si è parlato dell’attrattività del capoluogo sia per il mercato residenziale sia per quello turistico.

Il ruolo della Regione per casa e diritto all’abitare

L’assessore regionale alle Infrastrutture Cristina Amirante nel suo intervento alla presentazione del Borsino immobiliare Fiaip Udine del 2026

Nel corso dell’incontro è intervenuta anche l’assessore regionale alle Infrastrutture e territorio Cristina Amirante, che ha ricordato come le politiche per la casa rappresentino “una delle priorità dell’Amministrazione”. Negli ultimi anni, ha spiegato, la Regione ha messo in campo strumenti per sostenere il mercato immobiliare, favorire il recupero del patrimonio edilizio privato e ampliare le opportunità di accesso all’abitazione.

In questa direzione si inseriscono la legge regionale 8 del 2025 e la nuova norma sulle politiche abitative, approvata pochi giorni fa dal Consiglio regionale. Misure che, ha sottolineato Amirante, puntano a rafforzare gli incentivi per le famiglie, la rigenerazione urbana e l’offerta abitativa.

L’assessore ha evidenziato anche l’importanza del Borsino immobiliare, definito uno strumento utile per orientare le politiche pubbliche in una fase segnata dall’aumento dei costi edilizi, dalla forte domanda di locazioni e dalla presenza di molti immobili inutilizzati. Tra gli interventi ricordati ci sono i 15 milioni di euro stanziati per lo scorrimento della graduatoria del bando ristrutturazioni nel 2026 e le risorse per l’efficientamento energetico degli edifici.

L’obiettivo è recuperare e rigenerare il patrimonio esistente, evitando il consumo di nuovo suolo e incentivando al tempo stesso l’immissione sul mercato di alloggi accessibili”, ha ribadito Amirante, richiamando anche il ruolo delle locazioni a canone calmierato e del partenariato pubblico-privato per rispondere alle esigenze abitative di lavoratori e professionisti.