A Udine la cura della degenerazione maculare entra in una nuova fase, con un approccio che punta a coniugare efficacia terapeutica e minore impatto ambientale. È questo il risultato dello studio condotto dalla Clinica Oculistica dell’Azienda Sanitaria Universitaria Friuli Centrale, diretta dal professor Paolo Lanzetta, pubblicato sulla rivista scientifica internazionale Journal of Ophthalmology.
Una ricerca tra medicina, università e impresa
Lo studio nasce dalla collaborazione tra Università di Udine, Azienda Sanitaria Universitaria Friuli Centrale e il Team Sostenibilità di Gesteco Spa, azienda attiva nei servizi ambientali. “La ricerca trova la sua piena efficacia nella collaborazione tra Università, sistema sanitario e impresa: è da questa integrazione di competenze che nascono soluzioni innovative capaci di migliorare concretamente la qualità delle cure e la vita dei pazienti”, sottolinea il direttore Lanzetta.
Cure più lunghe per inquinare meno.
La degenerazione maculare neovascolare legata all’età è una delle principali cause di perdita della vista nei Paesi sviluppati e richiede trattamenti prolungati nel tempo, spesso basati su iniezioni intravitreali, con un impatto significativo sia sui pazienti sia sul sistema sanitario.
Lo studio evidenzia come l’utilizzo di farmaci con una durata d’azione maggiore riduca sensibilmente il numero di accessi in ospedale. Questo approccio non solo libera il paziente dal peso di visite continue, ma ha un impatto ecologico misurabile: la riduzione degli spostamenti e dei materiali sanitari permette di risparmiare circa 404 kg di CO₂ per ogni paziente in due anni.
“I nostri pazienti sono al centro di ogni scelta clinica: l’obiettivo è offrire terapie efficaci ma anche sostenibili nel loro percorso di vita, riducendo quando possibile il carico di visite e trattamenti”, spiega il professor Daniele Veritti, primo autore della ricerca.
Una partnership per il territorio
Il contributo tecnico di Gesteco è stato fondamentale per applicare metodologie avanzate di analisi ambientale al settore clinico. Adriano Luci, vicepresidente di Gesteco Spa, esprime grande soddisfazione per il risultato raggiunto: “Questa collaborazione conferma come l’approccio alla sostenibilità possa trovare applicazione concreta anche in ambiti complessi come quello sanitario. Esperienze come questa evidenziano il valore di competenze trasversali capaci di contribuire a percorsi di innovazione orientati alla responsabilità ambientale e al benessere della collettività”.
Verso una sanità responsabile
I risultati ottenuti dalla Clinica Oculistica di Udine tracciano una rotta precisa per il futuro dell’ASUFC, orientata verso una sanità che sia allo stesso tempo tecnologicamente avanzata e socialmente responsabile. L’obiettivo resta quello di investire in qualità clinica, riducendo però lo spreco di risorse e l’impatto energetico di una sanità che, nei paesi sviluppati, è responsabile di una quota tra il 5 e il 10% delle emissioni globali di gas serra.
