Truffe sulle auto di lusso, sgominata la banda che ha colpito anche in Friuli

Un asse criminale internazionale che vedeva nel Friuli uno snodo logistico cruciale per il traffico di veicoli verso l’Est Europa: è quanto emerso dalla maxi operazione della Guardia di Finanza di Varese che, in collaborazione con i Carabinieri di Udine e le autorità polacche coordinate da Eurojust, ha smantellato un’organizzazione specializzata nel riciclaggio di auto di lusso, alimentata dai proventi del narcotraffico.

Il “caso San Daniele”

L’indagine ha avuto un impulso decisivo proprio in territorio friulano, in seguito a una truffa messa a segno a San Daniele del Friuli nel marzo 2023. In quell’occasione, un venditore era stato raggirato da un finto acquirente che, utilizzando documenti rubati e un assegno circolare falso da 137.000 euro, era riuscito a dileguarsi con un’auto di lusso. Il ritrovamento di quel veicolo in Polonia ha permesso agli inquirenti di scoperchiare un sistema molto più vasto.

La tecnica dello “spoofing”

Il modus operandi della banda era chirurgico: dopo aver individuato i veicoli su noti siti di compravendita, i truffatori agganciavano le vittime. Per rassicurarle sulla validità degli assegni, entrava in gioco lo spoofing telefonico: un complice si fingeva un operatore del servizio antifrode della banca, confermando la copertura del pagamento. Una volta ottenute le chiavi, le vetture (dopo la falsificazione dei documenti di proprietà) venivano radiate e cancellate per esportazione presso agenzie abilitate, per poi essere rapidamente condotte e cedute in Polonia.

Il Friuli come corridoio verso l’Est

Le indagini hanno confermato che il territorio friulano fungeva da passaggio obbligato per la fase finale del piano. I veicoli provenienti dalle truffe messe in atto in varie zone d’Italia varcavano il confine friulano in direzione Austria per poi raggiungere la Polonia. Qui venivano consegnati a un concessionario di auto usate, il cui titolare è risultato legato a un traffico internazionale di stupefacenti: le auto venivano pagate in contanti (circa un milione di euro il volume d’affari) per ripulire il denaro sporco della droga.

Il bilancio dell’operazione

L’attività investigativa ha portato alla denuncia di nove persone e al recupero di 18 vetture di lusso, per un valore complessivo di circa 800.000 euro. Grazie alla cooperazione internazionale, i veicoli sono già stati restituiti ai legittimi proprietari, interrompendo una rotta criminale che utilizzava i valichi regionali come via di fuga verso i mercati esteri.