La petizione contro la partita Italia-Israele prevista a Udine.
Oltre 20mila persone hanno firmato la petizione lanciata ad agosto per dire no alla partita Italia-Israele, in programma a Udine il 14 ottobre. A renderlo noto è Serena Pellegrino, consigliera regionale di Alleanza Verdi e Sinistra, in una nota firmata anche da Andrea Di Lenardo, capogruppo Avs-Possibile in Consiglio comunale a Udine, e Francesca Druetti, segretaria di Possibile.
Secondo Pellegrino, la difesa della partita da parte dei ministri Abodi e Salvini non rappresenta che un tassello del sostegno del governo italiano a Israele. “Non il più grave, perché l’Italia non ha intenzione di smettere di inviare armi a Israele, nonostante le dichiarazioni di Meloni su Israele che avrebbe ‘superato ogni limite’”, scrivono gli esponenti di Avs e Possibile.
Nella nota si sottolinea come, mentre le vittime palestinesi continuano a crescere e Gaza rimane devastata, il fatto che la partita si disputi come se nulla fosse appare particolarmente inaccettabile. “Che lo sport sia ridotto a strumento di propaganda e di normalizzazione del genocidio è insopportabile, e che succeda a casa nostra, nei nostri stadi, è intollerabile”, affermano Pellegrino, Di Lenardo e Druetti.
La comunicazione evidenzia inoltre che delle oltre 60.000 vittime palestinesi identificate, più di 600 sono atlete e atleti. Tra gli episodi citati, la morte, il 27 agosto del mezzofondista palestinese Allam Abdullah Al-Amour nei pressi di un centro di distribuzione di aiuti a sud di Khan Younis, e all’inizio di agosto quella di Suleiman Al Obeid, noto come il “Pelè palestinese”.
Gli esponenti di Avs e Possibile concludono la nota annunciando che, se la partita si giocherà comunque, il 14 ottobre si terrà a Udine una manifestazione di protesta organizzata dal Comitato per la Palestina di Udine, dalla Comunità Palestinese del Friuli e del Veneto, da Salaam Ragazzi dell’Olivo e da Calcio e Rivoluzione, a cui hanno già aderito oltre 200 associazioni.