Lutto all’Università di Udine per la scomparsa del professor Pierluigi Bonfanti, figura di rilievo nella storia dell’Ateneo friulano. Già preside della facoltà di Agraria e direttore del dipartimento di Scienze agrarie ed ambientali, Bonfanti ha dedicato la sua lunga carriera alla ricerca, alla didattica e alla crescita dell’Università di Udine.
Da alcuni anni in quiescenza, nel corso della sua attività accademica si era distinto nei settori dell’ingegneria agraria, della geomatica applicata al territorio, della sostenibilità rurale e della gestione delle risorse agro-ambientali. Era inoltre membro di società scientifiche, tra cui l’Associazione Italiana di Ingegneria Agraria (AIIA), e aveva contribuito alla formazione di generazioni di studenti.
A ricordarlo è l’intera comunità universitaria, a partire dal rettore Angelo Montanari. “La scomparsa del professor Pierluigi Bonfanti rappresenta una dolorosa perdita per l’intera comunità dell’Università di Udine”. “Oltre alle indiscusse qualità scientifiche e organizzative, evidenziate negli anni alla guida del Dipartimento, ne ricordiamo la dedizione istituzionale, il rigore intellettuale, la costante attenzione verso gli studenti e i colleghi e la cordialità. A nome personale e dell’intero Ateneo esprimo la più sentita vicinanza ai suoi familiari e a tutti coloro che gli sono stati vicini”.
Il ricordo del Dipartimento
Il cordoglio arriva anche dal dipartimento di Scienze agroalimentari, ambientali e animali, l’attuale struttura che ha raccolto l’eredità del dipartimento guidato in passato da Bonfanti.
“Con lui perdiamo non soltanto un collega di grande valore – che ha dedicato con passione e competenza tanti anni alla nostra Università e al nostro Dipartimento – ma anche una persona di grande umanità, stimata e apprezzata da tutti coloro che lo hanno conosciuto e hanno lavorato con lui”, afferma il direttore Edi Piasentier. “In questo momento di grande dolore, a nome mio e di tutto il Dipartimento, desidero esprimere alla sua famiglia le nostre più sentite condoglianze e la nostra affettuosa vicinanza”.
Tra i ricordi più significativi c’è quello della professoressa Maurizia Sigura, ultima allieva di Bonfanti ancora in servizio all’Università di Udine. “Ricordo il professor Pierluigi Bonfanti come un mentore e un innovatore, capace di accompagnare l’evoluzione dell’ingegneria agraria aprendola alle nuove tecnologie della Geomatica, dalla cartografia digitale, ai GIS e al telerilevamento, applicate con visione all’analisi delle trasformazioni del territorio rurale”, racconta Sigura.
Bonfanti, prosegue la docente, “ha saputo dare spazio ad approcci scientifici come l’ecologia del paesaggio e la connettività ambientale anticipando una visione che trova oggi piena espressione nelle infrastrutture verdi e nella sostenibilità dei sistemi territoriali”. “Un maestro sul piano professionale, ma soprattutto un esempio del valore del rispetto, del confronto e delle relazioni umane”.
“Un professore che mi ha insegnato la vita”
Accanto ai ricordi istituzionali c’è quello, particolarmente personale, del professore ed ex rettore UniUd Roberto Pinton, che in Bonfanti ha visto non soltanto un professore e un collega, ma una figura capace di accompagnarlo nella vita e nella carriera.
“Il prof. Pierluigi Bonfanti, Gigi, era una persona dotata di grande umanità, portata per sua indole all’ascolto, al dialogo e alla mediazione; a questo aggiungeva un profondo rigore intellettuale e un grande rispetto per i valori dell’istituzione a cui è stato legato per molti anni, la sua Università, l’Università di Udine”.
Pinton lo descrive come una persona capace di incarnare “tutte le caratteristiche che danno sostanza alla figura dell’accademico e all’Università stessa“, non soltanto per il contributo alla ricerca e alla didattica, ma anche per la capacità di far funzionare la complessa macchina dell’istituzione universitaria.
Doti che, ricorda, Bonfanti ha potuto mettere a disposizione dell’Ateneo nei diversi ruoli ricoperti durante la sua lunga carriera. “Non è un caso che sia stato tra gli interpreti dei principali cambiamenti che si sono susseguiti negli ultimi decenni, a seguito di riforme e ristrutturazioni del sistema universitario, trasferendoli alla realtà udinese: un compito particolarmente importante per un giovane Ateneo in crescita”.
Dietro il suo “carattere bonario e accomodante”, aggiunge Pinton, c’era però una forte determinazione nel difendere i principi dell’Università e il ruolo di chi vi lavorava. Un atteggiamento che gli aveva procurato la stima di molti colleghi, docenti e personale tecnico-amministrativo.
“Con lui se ne va un fratello maggiore”
Il ricordo di Pinton diventa quindi ancora più personale. “A Gigi devo molto: ha seguito e incoraggiato ogni passo della mia carriera e, soprattutto, ha instillato in me il desiderio di contribuire alla crescita dell’Ateneo, anzi il dovere di farlo, mettendosi a servizio dell’Istituzione senza se e senza ma”.
Da Bonfanti, racconta, aveva imparato anche quanto fossero importanti l’organizzazione, la gestione e il coordinamento all’interno di strutture complesse, senza mai sacrificare l’autonomia delle persone. “Con lui se ne va un fratello maggiore, di cui ho cercato di seguire i passi“, scrive Pinton, intrecciando ai ricordi dell’Università quelli della vita fuori dalle mura accademiche, delle amicizie e dei momenti condivisi con la famiglia Bonfanti.
Nel suo pensiero c’è anche un abbraccio alla moglie Alessandra e alla famiglia, insieme al ricordo delle “indimenticabili” inaugurazioni delle nuove case della “tribù Bonfanti” e delle cene con gli amici di una vita. E alla fine resta una frase che racchiude il significato più personale di questo addio: “Pierluigi Bonfanti, Gigi, per me è stato un professore che mi ha insegnato la vita”.

