Pochi stand aperti, scarso afflusso e tanti controlli: il primo giorno di Friuli Doc delude

Prima serata deludente per Friuli Doc.

L’entusiasmo per il ritorno di un evento molto atteso a Udine c’era, è innegabile. Ma poi, tanta “eccitazione” non ha fatto il paio con altrettanto successo di pubblico. Partenza decisamente soft, insomma, per la 27^ edizione di Friuli Doc, inaugurata ieri sera e che proseguirà fino a domenica.

Dopo il taglio del nastro in pompa magna, a parlare sono state le presenze. Che, per la verità, sono state poche e hanno portato code soltanto nei chioschi storici, come per esempio quelli della Carnia e del Tarvisiano in largo Ospedale Vecchio. Gli stand di cibo, in linea generale, non sono poi molti e la folla, se così si può chiamare, è stata notata soltanto in quelli più gettonati, con ampi spazi vuoti negli altri.

E poi, c’è il tema controlli. Certo, il “passaporto verde” è (dovrebbe) essere garanzia di maggiore sicurezza per tutti, sotto il profilo sanitario. Ma a qualcuno, le boe luminose che delimitavano le aree della festa non sono piaciute. “Mi hanno chiesto di continuo di esibire il Green Pass, mi è sembrato di essere in carcere“, racconta uno dei visitatori della kermesse, testimoniando un disagio vissuto anche da altri.

Certo, il giovedì è la giornata inaugurale ed è tradizionalmente “tranquilla”, con il clou previsto per il venerdì e il sabato. Ma la sensazione è che l’edizione 2021 di Friuli Doc sia partita con il freno a mano tirato.

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