È stato inaugurato oggi a Udine il 29° Raduno Nazionale dell’Associazione Nazionale Vigili del Fuoco in programma fino al 7 giugno tra il capoluogo friulano e Gemona del Friuli. Un appuntamento che unisce cerimonie, attività pubbliche, incontri formativi e iniziative dedicate alle scuole, nel 50° anniversario del terremoto del Friuli del 1976.
Il raduno è stato aperto ufficialmente in Sala Ajace e inaugurato con il taglio del nastro in Piazza Primo Maggio, dove è stata allestita anche la “Cittadella della sicurezza”.
Il significato del raduno: memoria e servizio al territorio
Nel corso della conferenza stampa, il presidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia Mauro Bordin ha sottolineato il valore dell’iniziativa: “Non smettete mai di portare dentro di voi i valori rappresentati dalla divisa che ogni giorno mettete al servizio delle persone”.
E ancora: “Il 2026 rappresenta un anno particolarmente significativo per il Friuli perché, anche attraverso questo raduno, manteniamo viva la memoria delle vittime e di quanto accaduto dopo il terremoto del 1976”.
Il presidente ha inoltre ricordato il ruolo dei Vigili del Fuoco nelle fasi di emergenza e ricostruzione: “I Vigili del fuoco hanno rappresentato la presenza concreta e forte dello Stato sul territorio. Per questo accogliamo con profonda gratitudine quanti, in quei momenti difficili, ci hanno teso la mano e contribuito alla rinascita delle nostre comunità”. “Il Corpo dei Vigili del fuoco è un punto di riferimento essenziale per la sicurezza quotidiana e continua a trasmettere i valori più autentici della nostra Repubblica”.
Anche il vicesindaco di Udine, Alessandro Venanzi, ha evidenziato il ruolo del Corpo nella storia recente del territorio: “I Vigili del Fuoco rappresentano uno dei punti di riferimento più importanti per la comunità friulana e per tutto il Paese”. “A cinquant’anni dal terremoto del Friuli ricordiamo con riconoscenza il lavoro straordinario svolto nelle ore più drammatiche del sisma e nei mesi della ricostruzione”.
La “Cittadella della sicurezza” e le attività per le scuole
A Piazza I Maggio è stata inaugurata la “Cittadella della sicurezza”, uno spazio esperienziale aperto fino al 6 giugno con orario 9.00-12.00 e 15.00-19.00.
L’area ospita i percorsi “Casa Sicura” e “Casa degli Errori”, pensati per sensibilizzare cittadini e studenti sui rischi domestici e sulle buone pratiche di prevenzione, insieme a una mostra di mezzi storici del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco. Ampio spazio è dedicato anche alle scuole, con circa 500 studenti coinvolti nelle attività educative e nei laboratori sulla sicurezza.
Le giornate del raduno tra Udine e Gemona
Il programma prosegue nei prossimi giorni con appuntamenti diffusi tra le due città.
Venerdì 5 giugno sarà dedicato alla formazione e ai giovani, con incontri sulla sicurezza rivolti alle scuole superiori, attività educative per l’infanzia con “Pompieropoli” e un convegno su memoria, soccorso e ricostruzione nel post-terremoto. In serata è previsto un appuntamento culturale a Gemona.
Sabato 6 giugno il raduno si sposterà a Gemona del Friuli con cerimonie istituzionali, momenti commemorativi e iniziative aperte alla cittadinanza. A Udine, nel pomeriggio, è prevista anche l’intitolazione di un’area cittadina al Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco. In serata il Teatro Nuovo Giovanni da Udine ospiterà il concerto della Banda Musicale del Corpo.
Domenica 7 giugno la manifestazione si concluderà a Gemona con la sfilata finale e la cerimonia ufficiale lungo le vie della città.
Numeri e partecipazione
All’evento partecipano circa 1.500 vigili del fuoco e associati, insieme a delegazioni internazionali provenienti da Austria, Slovenia, Croazia e Stati Uniti, presenti ai soccorsi del 1976. La sfilata finale si svilupperà lungo un percorso di circa 600 metri nel centro di Gemona.
Tra le attività tecniche previste figurano anche dimostrazioni operative del Corpo, con personale specializzato SAF e operatori della scala controventata impegnati in esibizioni pubbliche.
Il raduno nazionale dei Vigili del Fuoco si conferma un appuntamento che unisce memoria storica, formazione e cultura della sicurezza. Nel ricordo del terremoto del Friuli e nel dialogo con le nuove generazioni, l’iniziativa punta a rafforzare la consapevolezza del ruolo del Corpo nella tutela quotidiana dei cittadini e nella gestione delle emergenze.
