Udinese-Cagliari, la partita della sostenibilità: il club applica per primo il manuale UEFA

Udinese-Cagliari non sarà soltanto la quinta giornata di Serie A. Sabato 19 settembre, alle 15, il Bluenergy Stadium diventerà il campo di prova di una serie di azioni dedicate alla sostenibilità ambientale e sociale, nell’ambito di “Play for Sustainability – Tutti in campo per il pianeta”, il nuovo progetto annuale lanciato dall’Udinese Calcio.

Il club friulano sarà il primo a utilizzare il Football Event Sustainability Manual della UEFA come riferimento per una partita di campionato. Il manuale, presentato da UEFA ed European Leagues nel giugno scorso, raccoglie indicazioni pratiche per integrare la sostenibilità nell’intero ciclo di organizzazione di un evento sportivo.

L’obiettivo dell’Udinese non è però limitarsi alla partita del 19 settembre. Questa prima sperimentazione servirà a raccogliere dati e misurare concretamente gli effetti delle diverse iniziative, per costruire negli anni un modello sempre più strutturato. I risultati confluiranno in un ESG Report, che permetterà di definire una base di riferimento per le successive edizioni del progetto.

Dalla bici alla raccolta dei rifiuti

Tra le azioni previste ci sarà “Stadium by Bike”, con una pedalata ecologica che porterà circa 400 tifosi dal centro di Udine fino allo stadio. Sarà inoltre incentivato l’uso del trasporto pubblico e verranno raccolti dati sugli spostamenti degli spettatori.

Durante la partita sarà misurato anche il consumo di energia, con i dati comunicati in tempo reale sui maxischermi. Sul fronte dei rifiuti saranno allestite isole dedicate all’economia circolare, affiancate dalla presenza di personale per sensibilizzare il pubblico e dalle attività educative previste nella Family Area. Dopo la gara verranno inoltre monitorate le operazioni di pulizia e gestione dei rifiuti.

Il progetto comprende anche la ristorazione responsabile, l’accessibilità per le persone con disabilità e il coinvolgimento dei tifosi. Sul fronte ambientale saranno utilizzate tecnologie satellitari per monitorare la qualità dell’aria.

La sostenibilità, però, non sarà soltanto ambientale. Alcuni piccoli pazienti dell’ospedale di Udine accompagneranno i giocatori in campo prima dell’inizio della partita, in un’iniziativa che inserisce anche l’inclusione sociale tra gli obiettivi della giornata.

“Play for Sustainability – Tutti in campo per il pianeta riflette la nostra visione di come un club calcistico possa generare un impatto che va oltre i 90 minuti in campo”, ha spiegato Magda Pozzo. “Non si tratta di presentare una singola partita come soluzione definitiva, ma di creare un impegno annuale che ci permetta di sperimentare azioni concrete, misurare ciò che funziona e continuare a migliorare anno dopo anno.”

Udinese, un percorso che parte da lontano

La partita con il Cagliari si inserisce in un percorso che l’Udinese ha già avviato sul fronte della sostenibilità. Sul tetto del Bluenergy Stadium è presente un impianto fotovoltaico composto da 2.409 pannelli, con una produzione media di circa 3.000 kWh al giorno. Attraverso il progetto “Energia in Campo”, l’energia rinnovabile prodotta in eccesso viene inoltre condivisa con tifosi e attività del territorio.

Un percorso che ha contribuito anche alla percezione del club a livello internazionale: nel Football Sustainability Perceptions Index di Brand Finance del 2023, l’Udinese risultava prima tra le società italiane e quarta tra i club dei cinque principali campionati europei per percezione delle proprie politiche ESG.

Per la UEFA, la partita di Udine rappresenta invece un’occasione per dimostrare come le indicazioni del nuovo manuale possano essere applicate concretamente a una normale gara di campionato. “La UEFA è lieta di sostenere l’Udinese nella realizzazione della sua partita a basse emissioni, che dimostra come la sostenibilità possa essere integrata nell’organizzazione di una normale gara di campionato“, ha dichiarato Filippo Veglio, Chief of Social & Environmental Sustainability – UEFA, sottolineando l’obiettivo di favorire l’adozione di pratiche analoghe da parte di club, leghe e federazioni nazionali.

Anche il Comune di Udine considera l’iniziativa un banco di prova per trasformare i principi della sostenibilità in comportamenti misurabili. Per il sindaco Alberto Felice De Toni, il progetto conferma la capacità della città di essere un laboratorio di innovazione e sostenibilità: “Essere la prima città a ospitare l’applicazione concreta del Manuale UEFA in una partita di campionato è motivo di orgoglio, ma soprattutto una responsabilità: significa trasformare principi condivisi in comportamenti misurabili, verificare i risultati e continuare a migliorare.”

“La sostenibilità non è soltanto ambientale”

A sostenere il progetto c’è anche la Regione Friuli Venezia Giulia. L’assessore all’Ambiente Fabio Scoccimarro ha sottolineato il ruolo dell’Udinese come esempio di come una società sportiva possa trasformare la sostenibilità in un progetto concreto e misurabile.

“Come Regione siamo orgogliosi di affiancare l’Udinese, un’eccellenza che si conferma straordinaria ambasciatrice del nostro territorio portando con fierezza il marchio ‘Io sono Friuli Venezia Giulia’”, ha affermato Scoccimarro. “Il Bluenergy Stadium è l’esempio virtuoso di come l’imprenditoria illuminata possa tradurre in azioni concrete la transizione ecologica.

L’assessore ha evidenziato anche la necessità di trasformare la sperimentazione in un percorso stabile e replicabile, richiamando il ruolo del Bluenergy Stadium e della comunità energetica rinnovabile sviluppata attorno all’impianto.

“La forza di iniziative come questa sta anche nella capacità dello sport di trasformare i valori della sostenibilità in comportamenti concreti“, ha aggiunto Scoccimarro. “Attraverso i bambini e i ragazzi, questi messaggi possono entrare nelle famiglie e contribuire a costruire una maggiore consapevolezza sul rispetto dell’ambiente e sull’importanza di comportamenti responsabili.”

“La sostenibilità non è soltanto ambientale, ma anche sociale“, ha concluso l’assessore. “Essere vicini a chi è più fragile e fare dello sport uno strumento di inclusione significa dare concretezza a un modello di sviluppo che mette al centro le persone.”

Anche il viceministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Vannia Gava ha sottolineato il valore della sperimentazione: “Sono orgogliosa, da italiana e da friulana, di essere qui oggi. Lo sport può essere un grande alleato della sostenibilità, perché coinvolge ampie comunità e può fare vera cultura ambientale.” Gava ha ricordato inoltre il lavoro del ministero con il mondo dello sport e ha definito la gara del 19 settembre “un laboratorio concreto”, inserendola in un percorso che punta a promuovere buone pratiche ambientali anche nei grandi eventi sportivi.

Sulla stessa linea il presidente della Lega Serie A Ezio Simonelli, che ha ricordato il progetto “Road to Zero” avviato dalla Lega nel 2024 in occasione della finale di Coppa Italia: “Desidero fare i complimenti alla famiglia Pozzo e all’Udinese Calcio per questa bella e importante iniziativa, che dimostra concretamente come una giornata di gara possa diventare un’occasione per promuovere e sperimentare pratiche di sostenibilità, misurandone gli effetti e lavorando per migliorarle nel tempo.”

Per Giovanni Malagò, presidente del Coni, l’iniziativa aggiunge un nuovo capitolo al percorso già intrapreso dall’Udinese: “L’Udinese ancora una volta si conferma pioniera e coraggiosamente innovativa, una società unica nel panorama calcistico italiano. Merito alla famiglia Pozzo di aver investito, per prima, tante risorse nella sostenibilità, ambientale e finanziaria.”

La sfida con il Cagliari, dunque, servirà anche a capire quanto una partita di Serie A possa diventare un laboratorio concreto: non solo per ridurre l’impatto dell’evento, ma per misurare ciò che accade dentro e attorno allo stadio e trasformare quei dati in un percorso destinato a proseguire negli anni.