Il Dipartimento di Scienze giuridiche di Udine compie 30 anni

Quasi 3.500 laureati, circa 1.100 iscritti, quattro corsi di laurea, un master internazionale, un corso di dottorato di ricerca e due scuole estive. Sono i numeri principali del Dipartimento di Scienze giuridiche “Livio Paladin” dell’Università di Udine, che ha celebrato oggi i suoi trent’anni di attività.

Il Dipartimento può contare su 48 fra professori e ricercatori, 21 progetti di ricerca attivi e una trentina di accordi e convenzioni per tirocini e collaborazioni con ordini professionali, amministrazioni pubbliche, scuole superiori, enti e realtà private del territorio. Il corso di laurea magistrale a ciclo unico in Giurisprudenza ha registrato lo scorso anno un aumento del 20% delle immatricolazioni e oggi sfiora i 500 iscritti.

La giornata si è aperta con i saluti del rettore Angelo Montanari, dell’assessore ai tributi, patrimonio, smart city e innovazione digitale del Comune di Udine Gea Arcella e dell’assessore regionale al lavoro, formazione, istruzione, ricerca, università e famiglia Alessia Rosolen.

Un unicum in regione

Un dipartimento dedicato nella sua interezza alle scienze giuridiche rappresenta un unicum in Friuli Venezia Giulia. Nato trent’anni fa come struttura di ricerca, con la riforma Gelmini ha assunto anche le funzioni legate alla didattica, in precedenza attribuite alla facoltà di Giurisprudenza.

Il Dipartimento vanta anche una professoressa emerita, Mariarita D’Addezio, nominata dal ministro dell’Università e della Ricerca, che è stata la prima direttrice della struttura. Alla guida si sono poi avvicendati Luca Mezzetti, Marina Brollo, Ludovico Mazzarolli, Elena D’Orlando e, attualmente, Silvia Bolognini.

Le opportunità per gli studenti

I corsi di studio di area giuridica offrono un ampio spettro di opportunità professionali. Ai percorsi tradizionali dell’avvocatura, della magistratura e del notariato si affiancano oggi nuove prospettive occupazionali, legate alla crescente complessità dei contesti economici, istituzionali e sociali.

Le competenze giuridiche sono sempre più richieste anche nel mondo delle imprese, soprattutto quelle a forte vocazione internazionale, nelle pubbliche amministrazioni, nelle istituzioni europee e nell’ambito delle consulenze ad alto profilo. Settori come compliance, regolazione, contrattualistica, protezione dei dati, innovazione digitale e rapporti tra diritto ed economia rappresentano oggi ambiti di inserimento professionale sempre più rilevanti.

Il Dipartimento e la formazione

“Creare conoscenza utile” è la ragion d’essere del Dipartimento. La formazione giuridica, nazionale e internazionale, è arricchita da un’intensa attività di ricerca e divulgazione scientifica, con l’obiettivo di preparare professionisti capaci di coniugare competenze giuridiche, innovazione digitale, cambiamento socio-economico e bisogni del territorio.

In questo quadro si inseriscono il corso di laurea quinquennale in Giurisprudenza, la laurea triennale in Diritto per le imprese e le istituzioni e le lauree magistrali in Diritto per l’innovazione di imprese e pubbliche amministrazioni e in Cittadinanza, istituzioni e politiche europee.

Dopo la laurea, il Dipartimento offre la possibilità di specializzare la preparazione con un respiro internazionale grazie al dottorato di ricerca in Diritto per l’innovazione nello spazio giuridico europeo e al master Erasmus Mundus “Euroculture”. Anche le due scuole estive hanno carattere internazionale: una è dedicata alla tutela dei diritti dei consumatori, anche dal punto di vista digitale, e alla regolazione del mercato nell’Unione europea; l’altra al regolamento europeo sull’Intelligenza artificiale.

La nuova sede in via Tomadini

Inaugurata due anni fa, la sede del Dipartimento si trova nel palazzo restaurato che un tempo ospitava la sezione femminile dell’Istituto Renati, nel centro storico di Udine, in via Tomadini 3.

La struttura dispone di circa 2.000 metri quadrati distribuiti su tre piani, dedicati alla didattica e alla ricerca, con tre aule da 30, 60 e 70 posti, un auditorium da 60 posti, due sale riunioni e una trentina tra studi e uffici.

L’intervento ha richiesto un investimento complessivo di circa 5 milioni e 600mila euro, cofinanziati dal Ministero dell’Università e della Ricerca e dalla Regione Friuli Venezia Giulia. Il polo di via Tomadini sarà inoltre presto potenziato con due nuove aule da 150 posti a supporto della didattica.

Il Friuli terra di giuristi

Il Dipartimento di Scienze giuridiche dell’Università di Udine eredita un’antica vocazione giuridica del Friuli. Una tradizione che risale al tempo dei patriarchi di Aquileia, prosegue con il diploma di fondazione dello “Studium generale” di Cividale nel 1353 e arriva alla volontà del Comune di Udine di istituire uno “studium generale” nel 1401.

Pur in assenza, per secoli, di un’università friulana, questa tradizione si è consolidata nell’età moderna e contemporanea grazie a illustri giuristi come Tiberio Deciani, Francesco Mantica, Eusebio Caimo, Pietro Ellero, Vincenzo Manzini, Francesco Carnelutti, Alberto Asquini, Tiziano Tessitori, Giuseppe Bettiol e molti altri.

Gli interventi della giornata

“Poter contare su un dipartimento dedicato agli studi giuridici rappresenta un valore di straordinaria importanza”, ha sottolineato il rettore Angelo Montanari. “Significa disporre di un presidio scientifico e formativo altamente qualificato in un ambito decisivo per la vita delle istituzioni, delle imprese e della società. Il Dipartimento di Scienze giuridiche “Livio Paladin” costituisce quindi una risorsa strategica per l’Ateneo, perché rafforza la nostra identità multidisciplinare e contribuisce in modo significativo alla crescita culturale, civile e professionale del territorio”.

Per la direttrice del Dipartimento, Silvia Bolognini, “gli studi giuridici rappresentano uno strumento fondamentale per comprendere e governare la complessità del nostro tempo. Il diritto, oggi più che mai, è chiamato a misurarsi con le grandi trasformazioni della società, dell’economia, delle istituzioni e dell’innovazione tecnologica”.

“Per questo il nostro Dipartimento”, ha aggiunto Bolognini, “è impegnato a formare giuriste e giuristi capaci non solo di interpretare le regole, ma anche di contribuire responsabilmente alla costruzione del cambiamento, con competenza, senso critico e attenzione ai bisogni del territorio e della comunità”.

L’assessore regionale Alessia Rosolen ha ricordato che il Dipartimento di Scienze giuridiche dell’Ateneo friulano è stato intitolato a Livio Paladin, considerato il “padre” dello Statuto di autonomia della Regione Friuli Venezia Giulia.

Nel suo intervento, l’assessore del Comune di Udine Gea Arcella ha evidenziato che “il diritto non è una teoria, ma è la vita di tutti i giorni. E il Dipartimento di Scienze giuridiche dell’Università di Udine lo fa vivere quotidianamente nella società in cui è immerso, specialmente con e nei giovani che educa a essere garanti della legalità. Far vivere il diritto, infatti, è una responsabilità civile verso la comunità“.

I lavori della giornata

Dopo i saluti iniziali, la celebrazione si è articolata in due sessioni lungo l’intera giornata. La prima è stata dedicata all’attualità del pensiero giuridico. La seconda ha previsto due tavole rotonde: una centrata sulla vita del Dipartimento, “Trent’anni di itinerari condivisi al servizio del territorio”, e l’altra sulle ricadute sul territorio, dal titolo “Impresa, sviluppo e legalità: competenze giuridiche per la competitività del Friuli Venezia Giulia”.