Il Pentagono volante attera alla base di Aviano: perchè viene chiamato “aereo dell’apocalisse”

Il suo nome tecnico è Boeing 747-E-4B, ma è il soprannome a evocare scenari da incubo: Doomsday Plane, l’aereo dell’apocalisse. Una vera e propria centrale di comando volante, progettata per garantire la continuità del potere militare degli Stati Uniti anche in caso di guerra nucleare. Ieri mattina uno di questi colossi dei cieli è atterrato alla base Usaf di Aviano, attirando l’attenzione di appassionati, curiosi e osservatori internazionali.

Il velivolo è una versione speciale del celebre Boeing 747, simile nell’aspetto all’Air Force One su cui viaggia il presidente degli Stati Uniti, ma con una missione ben diversa: seguire l’aereo presidenziale nelle fasi di tensione internazionale e garantire il controllo delle operazioni militari in caso di attacco atomico.

Perché ad Aviano

L’atterraggio in Friuli non è collegato al recente guasto dell’Air Force One che ha costretto Donald Trump a raggiungere la Svizzera a bordo di un Boeing 757. Il Doomsday Plane, invece, ha fatto rotta dalla Germania, atterrando ad Aviano intorno alle 13 e 15.

La scelta della base americana in provincia di Pordenone risponde a un’esigenza strategica: con Trump fermo a Zurigo per il Forum di Davos, Aviano rappresentava la soluzione ideale. Non solo per la vicinanza geografica, ma anche perché è la più grande base dell’aeronautica militare statunitense in Italia.

Gli avvistamenti degli spotter

Come spesso accade per eventi di questo tipo, i primi a documentare l’arrivo del gigantesco 747 sono stati gli spotter, gli appassionati di aviazione che immortalano decolli e atterraggi. Foto e video hanno iniziato a circolare già dalle prime ore del mattino sulle pagine Facebook dedicate al mondo aeronautico.

Il velivolo è stato ripreso nel Coneglianese, poi con il Monte Cavallo sullo sfondo, fino all’atterraggio “blindato” sulla pista di Aviano, la stessa da cui partirono numerose missioni durante la guerra del Kosovo nel 1999.

Il “Pentagono volante”

Il Boeing E-4B Nightwatch nasce negli anni Settanta, in piena Guerra Fredda, con una missione chiara: garantire la sopravvivenza del comando politico-militare statunitense in caso di attacco nucleare.

All’interno ospita sale operative, sistemi di comunicazione avanzati, strutture schermate e tecnologie in grado di mantenere i contatti con satelliti, basi militari e sottomarini nucleari anche in ambienti estremamente ostili. Può restare in volo per giorni grazie ai rifornimenti in aria e trasportare fino a 112 persone, tra alti funzionari, militari e personale di supporto.