Emergenza neve, vertice a Sappada: “Subito risorse ai Comuni”. Resta alta l’allerta

I danni della neve sulle montagne del Friuli.

È stato siglato oggi dal governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, e dal vicegovernatore, Riccardo Riccardi, il primo decreto che stanzia 1,4 milioni di euro per provvedere alle immediate necessità dei territori colpiti dall’emergenza neve.

Questa mattina il vicegovernatore Riccardi ha effettuato un primo sopralluogo nei comuni montani interessati dalla forte ondata di maltempo. “Lo stanziamento di 1,4 milioni di euro – ha precisato Riccardi – ci consente di mettere a disposizione del sistema le risorse immediatamente spendibili per dare supporto ai Comuni così da affrontare e superare con tempestività la situazione di emergenza”. 

Fra le azioni autorizzate dal documento rientrano le iniziative urgenti di Protezione civile fra cui l’effettuazione dei primi interventi indispensabili a salvaguardia della pubblica incolumità e per la messa in sicurezza del territorio regionale oltre al ricorso a procedure di somma urgenza per l’affidamento diretto alle ditte immediatamente disponibili per l’appalto di opere finalizzate al ripristino delle condizioni di sicurezza del territorio. 

Successivamente, sempre questa mattina, si è svolto a Sappada un vertice tra Riccardi e l’assessore regionale alle Autonomie locali Pierpaolo Roberti. E nelle prossime ore è prevista un’ulteriore con Angelo Borrelli, capo della Protezione civile nazionale, e Gianpaolo Bottacin, assessore alla Protezione civile del Veneto, per togliere dall’isolamento Sappada anche dal versante del Cadore. “La Regione è pronta a stanziare nuove risorse da destinare ai Comuni per far fronte alle ulteriori necessità emerse nel corso della ricognizione”, hanno ribadito Riccardi e Roberti.

Nel frattempo resta lo stato preallarme meteo, reso necessario considerando che, a seguito delle abbondanti nevicate, il pericolo di valanghe sarà forte (grado 4) su tutta l’area montana alpina e prealpina. Valanghe potranno interessare anche la viabilità al di sopra dei 600 metri di quota e le aree antropizzate più esposte al pericolo di valanghe sopra i 1100 metri.