Inaugurata la nuova Residenza assistenziale alberghiera per anziani “Di Ronco”
È stata inaugurata a Sutrio la nuova Residenza assistenziale alberghiera per anziani “Di Ronco”, una struttura pensata per offrire accoglienza, comfort e assistenza alle persone fragili in un contesto montano. L’opera nasce da un intervento di riqualificazione urbana e dalla trasformazione di un ex edificio produttivo dismesso, donato dalla famiglia Di Ronco alla cooperativa sociale La Cjalderie.
All’inaugurazione è intervenuta l’assessore regionale alle Finanze Barbara Zilli, che ha definito la struttura “un esempio virtuoso di come la coprogettazione sia uno strumento finanziario essenziale per lo sviluppo di soluzioni innovative e il mantenimento di importanti iniziative sociali nel territorio montano“.
Un investimento da oltre 12,5 milioni di euro
La realizzazione della residenza ha richiesto un investimento complessivo di oltre 12,5 milioni di euro. Di questi, 3,2 milioni di euro sono stati garantiti dalla Regione Friuli Venezia Giulia al Comune di Sutrio attraverso l’assestamento del 2024. A questi si aggiungono 8,8 milioni di ecobonus, 200mila euro di risorse proprie della cooperativa e 290mila euro di donazione da Beneficentia Stiftung.
“Si tratta di un investimento importante da parte dell’Amministrazione regionale”, ha spiegato Zilli, sottolineando come l’intervento sia stato pensato per garantire comfort e assistenza alle persone fragili in ambienti accoglienti, capaci di richiamare “il calore di casa”.
Il ruolo del partenariato pubblico-privato
L’opera è stata realizzata attraverso lo strumento del PPP, il Partenariato Pubblico-Privato, considerato dalla Regione una misura virtuosa per sostenere i bilanci dei Comuni e favorire nuovi investimenti sul territorio.
Secondo l’assessore, questo modello può generare opportunità di sviluppo e crescita, soprattutto nelle aree montane, dove il mantenimento dei servizi sociali rappresenta una sfida decisiva. “Il governatore Fedriga ha voluto sostenere con forza questo strumento, allocando ingenti risorse di bilancio, oltre 60 milioni che sono andati a beneficio di nuove opportunità di crescita per la nostra regione” ha rimarcato Zilli.
Una struttura autosufficiente e a basso impatto ambientale
La nuova residenza è stata progettata con soluzioni tecnologiche avanzate che le hanno permesso di raggiungere la classificazione NZEB, Near Zero Energy Building, cioè edificio a energia quasi zero.
Il complesso garantisce un risparmio energetico del 63% e una riduzione delle emissioni di CO2 dell’83%, diventando così un modello di autosostentamento replicabile anche in altre realtà del Friuli Venezia Giulia.
“Questo intervento è un’eccellenza dal punto di vista del recupero ma anche un modello di autosostentamento replicabile in tutto il Friuli Venezia Giulia”, ha evidenziato Zilli, parlando di un progetto capace di trasformare un’area strategica in un “prestigioso biglietto da visita” per la comunità.
Ventidue miniappartamenti e servizi per gli anziani
La struttura si sviluppa su tre piani e dispone di 22 miniappartamenti ad uso doppio, per un totale di 44 posti letto. All’interno sono previsti anche diversi servizi a supporto degli ospiti, tra cui una palestra attrezzata, un’infermeria centrale, una cucina e spazi dedicati al culto.
L’obiettivo è offrire un ambiente sicuro, moderno e accogliente, capace di unire assistenza, autonomia e qualità della vita. “Questa struttura rappresenta un’eccellenza che saprà diventare un riferimento nel campo della cura e dell’assistenza delle persone anziane”, ha sottolineato l’assessore regionale.
Un progetto nato dalla collaborazione del territorio
Per Zilli, da Sutrio parte “un messaggio di coraggio nelle scelte amministrative”, fondato sulla sinergia tra istituzioni locali, realtà sociali e partner privati. Tra questi anche Hera Servizi Energia, coinvolta nel progetto. L’assessore ha ringraziato tutti i partner, la famiglia Di Ronco e il presidente Valent, definendo l’intervento “una storia di generosità”. “Investire in montagna è stimolante”, ha concluso Zilli, ribadendo l’importanza di sostenere progetti capaci di dare risposte concrete alle persone più fragili e ai territori montani.
