Frana di Brazzano, rientri entro marzo in zona arancione: il punto sulla situazione

Un evento “straordinario e imprevedibile”, con caratteristiche di eccezionalità tali da rendere necessaria una risposta immediata. È il quadro tracciato dall’assessore regionale alla Protezione civile Riccardo Riccardi, intervenuto all’incontro pubblico con i cittadini di Brazzano, frazione di Cormons, colpita dall’alluvione del 16 e 17 novembre scorsi.

Nel corso della serata sono state illustrate non solo le opere in corso e le misure di ristoro, ma anche le previsioni per il rientro dei residenti: in zona arancione il ripristino dell’area è previsto entro fine marzo, mentre in zona rossa la prima riapertura parziale potrà avvenire entro maggio. Per la completa messa in sicurezza, tuttavia, saranno necessari studi geologici e ulteriori interventi che potrebbero richiedere fino a tre anni.

All’appuntamento, richiesto dai residenti dopo i gravi danni subiti, ha partecipato anche il sindaco di Cormons Roberto Felcaro. Nel corso della serata sono stati illustrati nel dettaglio lo stato degli interventi, le misure di ristoro attivate e le opere strutturali in fase di realizzazione.

Piogge record: 295 millimetri, evento con tempi di ritorno di 300 anni

L’evento meteorologico ha fatto registrare accumuli di precipitazioni superiori ai 295 millimetri, valori senza precedenti per l’area, con tempi di ritorno stimati in 300 anni. Un dato che conferma l’eccezionalità del fenomeno e la portata dell’impatto sul territorio.

“Ci siamo trovati di fronte a un evento straordinario – ha sottolineato Riccardi – ma la Regione ha garantito tempestività negli interventi e nell’attivazione delle prime misure di sostegno”. Il bando per i ristori è stato emanato a 12 giorni dall’alluvione, mentre i primi pagamenti sono partiti dopo 32 giorni.

A livello regionale sono stati stanziati finora circa 40 milioni di euro per far fronte all’emergenza, con la disponibilità a destinare ulteriori risorse qualora necessario. “Siamo consapevoli delle difficoltà che la comunità sta affrontando – ha aggiunto l’assessore –. I tempi delle opere devono conciliarsi con le condizioni meteo e con la sicurezza dei cantieri. Il perdurare del maltempo ha comportato uno slittamento di alcune scadenze, ma l’impegno della Regione è massimo”.

Gli interventi previsiti.

Sul piano tecnico è in fase di completamento lo sgombero del materiale accumulato: circa 10mila metri cubi di terreno e 900 metri cubi di demolizioni. Parallelamente si sta procedendo alla riprofilatura delle pareti del canale.

È prevista inoltre la realizzazione di un’opera di trattenuta con barriera alta cinque metri su montanti in acciaio, fondazioni su micropali profondi tra 8 e 10 metri, una vasca di contenimento da 4mila metri cubi e un sistema di scarico delle acque. Sarà realizzata anche la viabilità di accesso per consentire la manutenzione dell’area.

Per la zona arancione il ripristino è ora previsto entro fine marzo, con un aggiornamento rispetto alla precedente scadenza del 22 febbraio, rinviata a causa del maltempo. In zona rossa le opere di stabilizzazione e riprofilatura dovrebbero concludersi entro maggio, permettendo la riapertura parziale dell’area. Per la completa riapertura saranno necessari studi geologici e ulteriori interventi di salvaguardia che potrebbero richiedere fino a tre anni.

Ristori: oltre 500 domande tra famiglie e auto

Sul fronte dei contributi sono tre le misure attivate dalla Regione. Sono 100 le domande per il contributo di autonoma sistemazione, con importi compresi tra 400 e 900 euro. Per gli edifici residenziali privati sono arrivate 258 richieste, con contributi tra 5mila e 20mila euro. I ristori per le autovetture hanno invece registrato 185 domande, con un tetto massimo di 10mila euro.

È allo studio anche un bando per la delocalizzazione delle abitazioni distrutte, con un limite massimo di 200mila euro, mentre sono previsti specifici ristori per le imprese. Tutti i contributi regionali sono cumulabili con quelli statali.

“Il nostro obiettivo – ha concluso Riccardi – è accompagnare questa comunità non solo nell’emergenza ma anche nella fase di ricostruzione e messa in sicurezza, lavorando insieme al Comune e ai cittadini per garantire risposte concrete nel rispetto dei tempi tecnici e della sicurezza”.