Prezzi non esposti e prodotti ortofrutticoli senza le informazioni obbligatorie sulla denominazione e sulla provenienza. Sono le irregolarità riscontrate dalla Polizia locale di Monfalcone durante un controllo in un esercizio di vicinato del settore alimentare, al quale sono state contestate sanzioni amministrative per complessivi 1.600 euro.
Il controllo rientra nell’attività di verifica che il Comando sta svolgendo negli esercizi commerciali della città per verificare il rispetto delle norme sulla sicurezza alimentare e sulla corretta informazione dei consumatori.
Nel corso delle ispezioni vengono controllate, tra le altre cose, la pulizia e la salubrità dei locali, la presenza delle indicazioni obbligatorie in lingua italiana sulle confezioni, l’indicazione degli allergeni, l’esposizione dei prezzi, la denominazione e la provenienza dei prodotti ortofrutticoli, la tracciabilità degli alimenti, il rispetto delle procedure HACCP e la regolare esposizione degli orari di apertura.
Quasi 50 violazioni dall’inizio dell’anno
Dall’inizio dell’anno la Polizia locale ha effettuato 19 controlli, accertando complessivamente 49 violazioni amministrative, per un importo di 41.200 euro. L’attività ispettiva ha portato anche al sequestro amministrativo di 622 prodotti alimentari privi della prescritta etichettatura in lingua italiana e di 45 chilogrammi di alimenti senza la documentazione necessaria a garantirne la tracciabilità.
Nel dettaglio, sono state accertate 12 violazioni per alimenti privi dell’elenco degli ingredienti in lingua italiana e 11 per la mancata esposizione dei prezzi al pubblico. Altre 8 contestazioni hanno riguardato l’assenza delle indicazioni sulla denominazione e sulla provenienza dei prodotti ortofrutticoli.
Sono state inoltre rilevate 5 violazioni relative al mancato rispetto delle procedure HACCP e 4 per carenze nella pulizia e nella manutenzione delle attrezzature. A queste si aggiungono 3 violazioni relative agli orari di apertura, 2 per la mancata etichettatura informativa degli alimenti, 2 per la mancata tracciabilità di ortofrutta e carne, una per carenze igienico-sanitarie dei locali e una per la mancata indicazione degli allergeni.
“C’è poi un secondo aspetto altrettanto importante: salvaguardare gli operatori economici che rispettano le regole. Chi adempie correttamente agli obblighi previsti dalla normativa non può essere penalizzato dalla concorrenza di chi cerca di ottenere vantaggi attraverso comportamenti irregolari”, sottolinea la consigliera delegata alla Sicurezza ed europarlamentare Anna Maria Cisint.
“L’attività della Polizia locale serve innanzitutto a garantire ai cittadini la sicurezza dei prodotti e informazioni chiare e complete su ciò che acquistano”, aggiunge Cisint. “Nel nostro Paese esistono regole precise, che vanno rispettate, e garantire condizioni uguali per tutti significa difendere il commercio sano e le tante attività che lavorano con serietà e responsabilità”.

