Dalle vedette ai nascondigli della droga, la rete dello spaccio in viale Ungheria: sei arresti a Udine

Operazione antidroga a Udine: 6 arresti e 15 chili di stupefacenti sequestrati.

Una vasta operazione antidroga a Udine ha portato allo smantellamento di una rete di spaccio attiva da mesi tra viale Ungheria e il Parco Martiri delle Foibe, una delle aree più segnalate dai residenti per degrado e insicurezza. Il bilancio è di sei persone arrestate e più di 15 chili di sostanze stupefacenti sequestrati, tra hashish, cocaina ed ecstasy.

L’intervento è il risultato di una lunga indagine condotta dalla Squadra Mobile della Questura di Udine, coordinata dalla Procura della Repubblica. L’attività investigativa era partita nella scorsa primavera, dopo numerose denunce e segnalazioni dei cittadini, esasperati da uno spaccio ormai continuo e visibile a tutte le ore del giorno.

Come funzionava la rete dello spaccio a Udine.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’organizzazione era composta in prevalenza da cittadini stranieri, soprattutto di origine pakistana, regolarmente presenti sul territorio nazionale. Il sistema di vendita era strutturato e collaudato: hashish e cocaina venivano ceduti sotto i portici di viale Ungheria o nei pressi del parco, senza particolari cautele, arrivando in alcuni casi anche a clienti minorenni.

Per ridurre il rischio di sequestri, la droga non veniva mai tenuta addosso agli spacciatori. Gli stupefacenti erano nascosti in una fitta rete di depositi improvvisati: siepi, tombini, cassette postali, veicoli in sosta e persino serrande di esercizi commerciali. La droga veniva frazionata in modo da averne sempre a disposizione senza correre però il rischio di perdere l’intero quantitativo in caso di controlli delle Volanti o di altra forza di polizia, veniva poi ceduta a fronte del pagamento in contanti nelle mani degli spacciatori.

Vedette a sorvegliare le strade.

A garantire il funzionamento del sistema contribuiva anche la presenza di vedette, connazionali degli spacciatori, incaricate di sorvegliare le strade circostanti e segnalare tempestivamente l’arrivo delle forze dell’ordine. Un’organizzazione che, secondo la Polizia, dimostra un livello di pianificazione tutt’altro che improvvisato.

Gli appostamenti della polizia.

Attraverso appostamenti, servizi di osservazione prolungati e l’analisi delle immagini di videosorveglianza, gli agenti sono riusciti a documentare decine di cessioni di droga. Nel corso dell’indagine sono stati sequestrati complessivamente circa 1,6 chilogrammi di cocaina, 14 chilogrammi di hashish e 70 grammi di ecstasy.

In totale sono 13 le persone indagate per spaccio di sostanze stupefacenti: sei di loro si trovano attualmente in carcere, mentre le posizioni degli altri restano al vaglio dell’autorità giudiziaria. L’area interessata dall’operazione rimane sotto stretto controllo, con servizi straordinari disposti dalla Questura per evitare la riorganizzazione della rete criminale.

Un’azione che, almeno per il momento, ha restituito un po’ di tranquillità a una zona considerata da tempo critica e che conferma l’attenzione delle forze dell’ordine verso un fenomeno che incide direttamente sulla sicurezza e sulla qualità della vita dei cittadini.

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