All’esame della patente con auricolari e microcamere: 106 indagati

Un presunto sistema organizzato per superare in modo fraudolento l’esame teorico della patente di guida è stato scoperto dalla Polizia Stradale di Trieste al termine di una complessa indagine coordinata dalla Procura della Repubblica del capoluogo giuliano. L’operazione, denominata “30 e lode”, ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati di 106 persone.

Secondo quanto emerso dalle indagini, ancora nella fase preliminare e dunque nel pieno rispetto della presunzione di innocenza, due distinti gruppi criminali avrebbero organizzato un sistema illecito per aiutare i candidati durante gli esami teorici alla Motorizzazione Civile, dietro il pagamento di somme di denaro.

Microauricolari e telecamere nascoste durante gli esami

L’attività investigativa è partita da alcuni controlli svolti dalla Polizia Stradale durante le sessioni d’esame alla Motorizzazione Civile di Trieste. In quelle occasioni, gli agenti della squadra di polizia giudiziaria hanno trovato nella disponibilità di alcuni candidati sofisticate apparecchiature elettroniche occultate negli abiti, tra cui microauricolari e microtelecamere.

Da quei primi accertamenti sono poi partiti ulteriori approfondimenti, che hanno consentito agli investigatori di ricostruire un quadro più ampio. L’analisi dei telefoni cellulari sequestrati e l’acquisizione dei tabulati telefonici avrebbero permesso di individuare numerosi episodi fraudolenti, commessi a partire da ottobre 2023, e i candidati che avrebbero beneficiato del presunto supporto illecito durante le prove teoriche.

Perquisizioni a Trieste, Bologna e Rovigo

Nel corso dell’indagine sono state eseguite anche perquisizioni delegate dall’Autorità Giudiziaria nelle province di Trieste, Bologna e Rovigo, nei confronti dei principali indagati. Le operazioni hanno portato al sequestro di diverso materiale ritenuto utile agli accertamenti: dispositivi elettronici, telefoni cellulari, microauricolari e capi d’abbigliamento modificati.

Tra gli elementi sequestrati figurano anche camicie con fantasie floreali, che secondo gli investigatori sarebbero state appositamente adattate per nascondere microtelecamere da utilizzare durante gli esami.

Contestata anche l’associazione per delinquere

L’indagine si è conclusa nel mese di aprile 2026 con la notifica degli avvisi di conclusione delle indagini preliminari e delle informazioni di garanzia. Complessivamente sono 106 le persone indagate.

A vario titolo vengono contestati i reati previsti dagli articoli 1 e 2 della Legge 475 del 1925, relativa alla repressione della falsa attribuzione del lavoro altrui da parte di aspiranti al conseguimento di lauree, diplomi, uffici, titoli e dignità pubbliche, oltre alla falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico. Per undici persone viene inoltre ipotizzato il reato di associazione per delinquere.

Il fenomeno delle patenti ottenute illegalmente

L’attività della Polizia Stradale punta a contrastare un fenomeno ritenuto particolarmente insidioso, perché non riguarda soltanto la regolarità delle procedure pubbliche, ma anche la sicurezza della circolazione stradale. Il conseguimento fraudolento della patente, infatti, rischia di compromettere l’affidabilità del sistema di formazione e abilitazione alla guida, con possibili ripercussioni sulla sicurezza degli utenti della strada.