Furto da 200mila euro alla Eurolls, Railz: “Siamo stanchi, serve controllo e tutela”

Le parole del fondatore di Eurolls, Renato Railz, dopo il pesantissimo furto nello stabilimento milanese dell’azienda Friulana.

Eurolls Spa  colosso friulano leader mondiale nella produzione di rulli e attrezzature industriali, ha subito un pesantissimo furto presso la propria sede di Boffalora sopra Ticino, nel milanese. I malviventi hanno sottratto materie prime per un valore superiore ai 200.000 euro, agendo con una precisione chirurgica di notte.

Tuttavia, per il fondatore di Eurolls, Renato Railz, questo episodio è la goccia che fa traboccare un vaso già colmo di amarezza. Le sue riflessioni, dure e accorate, vogliono dare voce a un sentimento condiviso da molti altri imprenditori che, spesso, scelgono il silenzio.

Railz: “Un attacco alla dignità dell’imprenditore e dell’impresa”

Per Railz, il saccheggio dei depositi non è “soltanto” un reato contro il patrimonio. ‘Il furto delle materie prime è un vero attacco alla dignità dell’imprenditore e dell’impresa stessa‘, afferma con forza. È la violazione di un luogo di sacrificio, ingegno e lavoro. Quando una realtà che compete sui mercati mondiali deve preoccuparsi della sorveglianza notturna tanto quanto dell’innovazione tecnologica, significa che il patto tra Stato e imprese è logoro‘.

La critica non risparmia quindi le istituzioni. Railz è chiaro sulle soluzioni: ‘Non servono palliativi, ma un intervento di sistema. Un ritorno al controllo del territorio che non lasci le zone industriali in balia della criminalità. Lo Stato può mettere in campo le tecnologie di controllo e tracciamento che oggi sono ampiamente a disposizione ma restano sottoutilizzate. Siamo stanchi di produrre in un sistema che non protegge le aziende», continua il leader di Eurolls. 

“Lo Stato deve mettersi nelle condizioni di fare fronte a questi fatti gravi. Le soluzioni strutturali esistono: servono presidi fisici e strumenti digitali di monitoraggio che oggi la tecnologia ci mette prontamente a disposizione. Ma non come risposta enfatica ad un fatto, ma come scelta strutturale e permanente”.

La provocazione di Railz tocca poi le corde profonde della convivenza civile. Di fronte all’assenza di sicurezza, il rischio è la deriva verso modelli sociali lontani dalla nostra tradizione. ‘Vogliamo davvero diventare come la maggior parte della popolazione negli Stati Uniti, armata fino ai denti per difendere la proprietà privata? O vogliamo mantenerci un popolo civile?», si chiede l’imprenditore.

La scelta è tra un sistema in cui il cittadino deve farsi giustizia da sé e uno in cui la legalità è garantita dall’autorità costituita. Il furto di Boffalora è l’ennesimo di una serie che ha colpito anche gli stabilimenti in Friuli. ‘Le aziende sono il motore dell’Italia – conclude Railz – ma se il motore viene saccheggiato nel silenzio delle istituzioni, il sistema è destinato a fermarsi. Non possiamo essere lasciati soli a difendere i nostri magazzini e il lavoro dei nostri collaboratori”.