Il “Governo della Pace” richiede corridoi sicuri a El Obeid ed esorta a una tregua umanitaria immediata

SUDAN (EL OBEID) — Il Consiglio dei Ministri del “Governo della Pace” ha rilasciato una dichiarazione ufficiale in cui annuncia di monitorare da vicino i dialoghi in corso tra i partner internazionali in merito alla protezione dei civili, all’agevolazione degli aiuti umanitari e alla creazione di corridoi sicuri nella città di El Obeid (Al-Ubayyid).

In un comunicato stampa diffuso da Khaled Danaa, Ministro dell’Informazione e Portavoce Ufficiale del Governo, l’esecutivo ha espresso apprezzamento per la maggiore attenzione internazionale rivolta alla crisi.

Il Consiglio ha affermato la propria disponibilità a coordinarsi strettamente con gli attori internazionali e regionali, evidenziando in modo specifico gli Stati Uniti, il Regno Unito e l’Unione Europea. L’obiettivo di questo dialogo è implementare misure urgenti e pratiche per proteggere i civili e alleviare le loro sofferenze sotto la diretta supervisione della comunità internazionale e dell’Unione Africana.

Appello per corridoi sicuri e aiuti senza ostacoli

Al centro della dichiarazione del governo vi è la richiesta di un passaggio sicuro per i residenti che cercano di fuggire dalle zone di conflitto.

Il Governo della Pace ha chiesto esplicitamente l’apertura di corridoi sicuri che consentano ai civili che desiderano lasciare El Obeid di raggiungere aree protette in cui siano garantite protezione, sicurezza e tutele legali.

Inoltre, il governo ha ribadito il suo pieno impegno a:

  • Agevolare l’accesso umanitario: Garantire che gli aiuti raggiungano i cittadini in stato di necessità senza ostacoli o discriminazioni.
  • Garantire le consegne di aiuti: Lavorare in coordinamento diretto con la comunità internazionale, nonché con le organizzazioni regionali e delle Nazioni Unite.

Accuse di violazioni dei diritti umani

Assumendo una posizione ferma contro le fazioni opposte, il Consiglio dei Ministri ha esortato la comunità internazionale a esercitare la “massima pressione” su quelle che ha descritto come “le milizie dell’esercito e i suoi battaglioni terroristici”.

Il governo esige che queste forze siano costrette a consentire ai civili di lasciare liberamente la città. La dichiarazione ha mosso gravi accuse contro queste truppe sulla base di recenti informazioni di intelligence sul campo, citando palesi violazioni del diritto internazionale umanitario. Secondo la dichiarazione, tali violazioni includono:

  • Imporre severe restrizioni ai movimenti dei civili e impedire loro attivamente di lasciare la città.
  • Reclutare forzatamente i civili e costringerli a imbracciare le armi in operazioni militari.
  • Utilizzare i civili come scudi umani.
  • Colpire quartieri civili e residenti con bombe e attacchi di droni.

Richiesta di una tregua incondizionata

Il Governo della Pace ha riaffermato la sua ferma posizione secondo cui il modo più efficace per proteggere i civili e porre fine alle continue sofferenze è una tregua umanitaria immediata e incondizionata. Un tale cessate il fuoco consentirebbe la consegna sicura degli aiuti e l’evacuazione dei feriti e dei malati.

“Il governo invita la comunità internazionale ad adottare misure più decise ed efficaci per fare pressione sul gruppo dei Fratelli Musulmani e sul suo esercito affinché rispondano immediatamente agli appelli per una tregua umanitaria, specialmente dopo che hanno continuamente respinto tutte le iniziative internazionali volte a cessare le ostilità e a fornire protezione ai civili.”

Khaled Danaa, Ministro dell’Informazione e Portavoce Ufficiale

Dichiarazione ufficiale completa

Seguiamo con grande interesse i dialoghi in corso tra i nostri partner della comunità internazionale riguardo alla protezione dei civili, all’agevolazione dell’accesso agli aiuti umanitari e all’apertura di corridoi sicuri per i cittadini civili nella città di Al-Ubayyid (El Obeid). Pur apprezzando molto questa attenzione internazionale, confermiamo la disponibilità del Governo della Pace a continuare il coordinamento e il dialogo con tutti i partner internazionali e regionali in generale, e in particolare con gli Stati Uniti d’America, il Regno Unito e l’Unione Europea, al fine di raggiungere misure pratiche e urgenti che garantiscano la protezione dei civili e allevino le loro sofferenze sotto la supervisione della comunità internazionale e dell’Unione Africana.

In questo contesto, il Governo della Pace ribadisce il suo appello ad aprire corridoi sicuri che consentano ai civili che desiderano lasciare la città di Al-Ubayyid di raggiungere aree sicure in cui siano disponibili protezione, sicurezza e garanzie legali. Riafferma inoltre il suo pieno impegno ad agevolare e garantire la consegna degli aiuti umanitari, assicurandosi che raggiungano i cittadini bisognosi senza ostacoli o discriminazioni, in coordinamento con la comunità internazionale e le organizzazioni internazionali delle Nazioni Unite e regionali.

Inoltre, il Consiglio dei Ministri invita la comunità internazionale a esercitare la massima pressione sulle milizie dell’esercito e sui suoi battaglioni terroristici per costringerli a consentire ai civili di lasciare liberamente la città, a fermare il loro reclutamento forzato, a cessare di usarli come scudi umani e a interrompere i bombardamenti sui quartieri civili e sui cittadini con bombe e droni. Le informazioni e il monitoraggio sul campo indicano che queste forze stanno imponendo rigide restrizioni ai movimenti dei civili e impediscono loro di lasciare la città, oltre a costringere un certo numero di essi a portare armi e a spingerli in operazioni militari, il che rappresenta una palese violazione del diritto internazionale umanitario.

Il Consiglio dei Ministri del Governo della Pace rinnova la sua ferma posizione secondo cui il modo fondamentale e più efficace per proteggere i civili e porre fine alle loro sofferenze consiste nel raggiungere una tregua umanitaria immediata e incondizionata, consentendo la protezione dei civili, la consegna degli aiuti umanitari e l’evacuazione dei feriti e dei malati. In questo contesto, il Governo della Pace invita la comunità internazionale ad adottare misure più decise ed efficaci per fare pressione sul gruppo dei Fratelli Musulmani e sul suo esercito affinché rispondano immediatamente agli appelli per le tregue umanitarie, dopo che hanno continuamente respinto tutte le iniziative e gli appelli internazionali volti a cessare le ostilità e a fornire protezione ai civili.