Morto nel carcere di Pordenone, il sindaco Basso: “Gesto di disperazione, vicinanza alle istituzioni penitenziarie”

Le parole del sindaco Alessandro Basso dopo la morte del 19enne nel carcere di Pordenone.

Il sindaco di Pordenone Alessandro Basso ha telefonato al direttore della Casa circondariale Leandro Salvatore Lamonaca dopo la morte del detenuto di 19 anni avvenuta nella serata di ieri all’interno del carcere del Castello. Durante il colloquio, il primo cittadino ha espresso la vicinanza dell’Amministrazione comunale all’intera comunità penitenziaria e ringraziato gli agenti della Polizia penitenziaria, il personale sanitario e i vigili del fuoco intervenuti per fronteggiare l’emergenza.

Il messaggio del sindaco Alessandro Basso

“Quando si arriva a gesti così estremi di disperazione, nell’immediato le considerazioni lasciano spazio alla carità cristiana – dichiara il sindaco Alessandro Basso – che ci invita a guardare con pietà umana anche alle vicende più complesse, come quella di questo giovane che non posso che definire inenarrabile. Nella telefonata con il direttore Lamonaca ho espresso il ringraziamento più sincero – dell’Amministrazione, della città e mio personale – agli agenti di Polizia penitenziaria, al personale sanitario e ai vigili del fuoco, che con prontezza e senso del dovere hanno gestito una situazione di straordinaria complessità, mettendo in sicurezza la struttura e tutte le persone presenti”.

“So bene quanto sia impegnativo il lavoro quotidiano di chi opera all’interno della Casa circondariale, e a loro rivolgo la mia gratitudine più autentica. Guardando al futuro, penso anche al nuovo carcere di San Vito al Tagliamento, un’infrastruttura che porterà miglioramenti concreti sia per i detenuti sia per gli operatori, in spazi più adeguati a garantire dignità e sicurezza non solo a chi sconta il proprio debito con la giustizia, ma anche a chi in quel contesto lavora ogni giorno tra enormi pressioni e responsabilità”.

La tragedia nel carcere di Pordenone

Il detenuto, un diciannovenne di cittadinanza egiziana, è morto dopo aver dato fuoco al materasso della cella singola nella quale si trovava. Poco prima delle 23 avrebbe sbarrato l’ingresso con una sedia e appiccato le fiamme. Nonostante il tempestivo intervento degli agenti e del personale sanitario inviato dalla centrale operativa Sores Fvg, il giovane è morto a causa delle esalazioni prodotte dall’incendio.

I vigili del fuoco hanno spento il rogo in pochi minuti e monitorato per tutta la notte la qualità dell’aria. Altri due detenuti, rimasti lievemente intossicati, sono stati accompagnati precauzionalmente in Pronto soccorso e successivamente riportati nella Casa circondariale.