Nuove perquisizioni della Guardia di Finanza negli uffici dell’Unione Sportiva Triestina Calcio 1918 Srl, in piazzale Atleti Azzurri d’Italia, a Trieste. I finanzieri si sono presentati nella mattinata di oggi per dare esecuzione a un ordine di perquisizione disposto dalla Procura della Repubblica di Trieste, nell’ambito dell’inchiesta aperta nei mesi scorsi sulla gestione societaria del club alabardato.
Le indagini, avviate dallo scorso febbraio, riguardano ipotesi di riciclaggio, falso in bilancio e reati tributari. Nel corso dell’attività investigativa sono finiti sotto la lente degli inquirenti 15 amministratori, che nel tempo si sono succeduti all’interno del board della società.
Le fidejussioni al centro dei nuovi accertamenti
Il nuovo filone che avrebbe portato alle perquisizioni, secondo quanto emerso, sarebbe legato ad alcune fidejussioni ritenute false. La documentazione sarebbe stata presentata nelle scorse settimane dalla Triestina al Comune di Trieste, nel quadro delle trattative per definire un piano di rientro dal debito accumulato dalla società.
Il passivo contestato ammonterebbe a circa 700mila euro e sarebbe collegato al mancato pagamento dei canoni di locazione e manutenzione dello stadio Nereo Rocco, il cui contratto risulta attualmente scaduto. Proprio su questi atti si starebbe concentrando l’attenzione degli investigatori, chiamati a verificare la regolarità delle garanzie prodotte dalla società sportiva.
Il piano di risanamento annunciato pochi giorni fa
Il nuovo blitz arriva a pochi giorni dalla conferenza stampa che si era svolta mercoledì negli uffici della Triestina. In quell’occasione erano intervenuti il vicepresidente Marco Margiotta, rappresentante dell’azionista di riferimento Lbk Triestina Holdings Llc, società statunitense con sede nel Delaware, e il nuovo direttore generale e presidente del Consiglio di amministrazione Giuseppe D’Aniello.
Durante l’incontro era stato illustrato l’avvio di un piano di risanamento dei conti aziendali, insieme alla volontà della società di chiarire la propria posizione davanti alle autorità competenti. Ora, però, l’attenzione torna sull’inchiesta giudiziaria e sui documenti acquisiti dalla Guardia di Finanza, che dovranno essere esaminati per ricostruire la correttezza delle operazioni contestate.
