Ucciso davanti al bar a colpi di pistola: padre e figlio condannati per l’omicidio di Fontanafredda

La vittima Vladimir TopjanaLa vittima Vladimir Topjana

Quattordici anni di reclusione al figlio, nove al padre. È arrivata la sentenza per l’omicidio di Vladimir Topjana, il 43enne di origini albanesi ucciso a colpi di pistola il 6 aprile 2025 davanti a un bar di Fontanafredda.

Il Gup del Tribunale di Pordenone ha condannato Rogert Shota, 35 anni, a 14 anni di carcere, mentre Pren Shota, 67 anni, dovrà scontare nove anni. Entrambi erano accusati di concorso nell’omicidio e hanno scelto di essere giudicati con rito abbreviato. Ai quattro familiari della vittima è stato inoltre riconosciuto un risarcimento di 200mila euro ciascuno.

La sparatoria davanti al bar

L’omicidio era avvenuto al termine di una lite iniziata a Sacile. Secondo la ricostruzione dell’accusa, le due parti si erano poi ritrovate davanti al locale di Fontanafredda, dove la discussione era nuovamente degenerata.

Durante la colluttazione, Vladimir Topjana aveva strappato il lobo dell’orecchio a Pren Shota. È a quel punto che, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il figlio Rogert aveva estratto una pistola e aveva esploso due colpi. Uno aveva raggiunto Topjana all’addome, l’altro alla testa. Proprio quest’ultimo si era rivelato fatale.

Le condanne sono inferiori alle richieste della Procura

La sentenza è arrivata al termine del processo con rito abbreviato. La Procura di Pordenone aveva chiesto 16 anni di reclusione per Rogert Shota e 10 anni per il padre Pren. Il giudice ha quindi inflitto pene inferiori di due anni rispetto alle richieste dell’accusa per entrambi gli imputati.

Per la morte di Topjana, avvenuta al termine di quella lite degenerata davanti al bar, i due sono stati riconosciuti responsabili in concorso dell’omicidio.