Omicidio di Gemona, sul cuscino il Dna della vittima e della compagna

Sul cuscino considerato dagli investigatori “l’arma del delitto” nell’omicidio di Alessandro Venier nella villetta di Gemona, sono state rilevate tracce di Dna della vittima e della compagna Mailyn Castro Monsalvo. A dirlo sono le analisi dei Ris di Parma, secondo quanto riferisce Ansa.

Le analisi dei Ris e i risultati sul reperto

Le analisi genetiche effettuate dai Ris di Parma sulla federa del cuscino hanno quindi individuato tracce compatibili con il profilo della vittima e della compagna, mentre non sono emerse tracce attribuibili a Lorena Venier.

Il dato scientifico si inserisce nell’inchiesta sull’omicidio dell’uomo, avvenuto nella sua abitazione di Gemona del Friuli. Gli accertamenti sono stati disposti per chiarire chi abbia avuto un contatto diretto con il reperto, ritenuto dagli investigatori centrale nella ricostruzione dei fatti.

La posizione della difesa di Lorena Venier

Per gli avvocati Alice Bevilacqua e Paolo Bevilacqua, che assistono Lorena Venier, l’esito delle analisi rafforzerebbe la versione fornita dalla loro assistita. Secondo questa ricostruzione, sarebbe stata esclusivamente la nuora a utilizzare il cuscino nel contesto del presunto soffocamento di Alessandro Venier. L’assenza di Dna della madre sul reperto viene quindi interpretata come elemento coerente con tale scenario.

La replica della difesa di Mailyn Castro Monsalvo

Di segno opposto la lettura degli avvocati Federica Tosel e Francesco De Carlo, difensori di Mailyn Castro Monsalvo. Per la difesa, la presenza del Dna della coppia sul cuscino non avrebbe valore probatorio rispetto alla dinamica dell’omicidio, ma sarebbe compatibile con un utilizzo quotidiano dell’oggetto. Secondo i legali, inoltre, resta sullo sfondo l’ipotesi che il decesso possa essere collegato alle precedenti somministrazioni di insulina, già oggetto di valutazione da parte degli inquirenti.