Marius Adrian Dorobantu aveva 59 anni.
Una lite familiare degenerata in tragedia, una separazione difficile da affrontare e un padre intervenuto per proteggere la figlia. È il quadro su cui stanno lavorando gli investigatori dopo l’omicidio avvenuto nel pomeriggio di venerdì 29 maggio in un’abitazione di via Zuccolo, a Porcia, dove ha perso la vita Marius Adrian Dorobantu, 59 anni, di origini rumene.
Secondo le prime ricostruzioni, l’uomo sarebbe stato colpito mortalmente durante una colluttazione con Fabrizio Barberini, 51 anni, compagno della figlia della vittima. La lite sarebbe esplosa nell’ambito di una situazione familiare tesa, legata alla volontà della donna di chiudere la relazione. Nello scontro sarebbero stati utilizzati bottiglie, cocci di vetro e pietre, elementi ora al centro degli accertamenti della polizia scientifica.
La lite in casa e l’arrivo dei soccorsi
L’allarme è scattato poco dopo le 15.30, quando è stata segnalata al 112 una violenta lite domestica. Sul posto sono intervenuti gli agenti delle Volanti della Questura, insieme al personale sanitario con ambulanza, automedica ed elicottero del servizio regionale decollato da Campoformido.
Quando i poliziotti sono arrivati nel vicolo di accesso all’abitazione, si sono trovati davanti a una scena drammatica: due uomini a terra, a pochi metri di distanza l’uno dall’altro. Marius Adrian Dorobantu era in gravissime condizioni, in arresto cardiaco. Gli agenti hanno tentato di rianimarlo anche con l’utilizzo del defibrillatore, ma ogni tentativo si è rivelato inutile.
Barberini, invece, è stato trovato ferito alla testa ma ancora cosciente. Dopo essere stato stabilizzato, è stato trasportato in elicottero all’ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine, dove è stato ricoverato in terapia intensiva. Le sue condizioni sono state giudicate serie, ma non tali da far temere per la vita. L’uomo è piantonato dalla polizia.
La vittima avrebbe cercato di difendere la figlia
Gli investigatori stanno cercando di ricostruire con precisione la sequenza dei fatti. In base ai primi elementi raccolti, la lite sarebbe nata all’interno dell’abitazione e avrebbe coinvolto inizialmente la donna di 39 anni, compagna di Barberini e figlia della vittima.
La donna sarebbe stata aggredita e ferita, probabilmente con una bottiglia, prima che il padre intervenisse in sua difesa. Da lì la situazione sarebbe precipitata in una colluttazione violentissima, durante la quale il 59enne sarebbe stato raggiunto da colpi risultati fatali.
Sarà l’autopsia a chiarire con esattezza quale sia stata la lesione mortale e quale oggetto l’abbia provocata. Sul posto sono stati trovati frammenti di vetro di una bottiglia in frantumi e anche una pietra insanguinata, elementi che potrebbero rivelarsi decisivi per stabilire la dinamica dell’omicidio.
Ferite anche la figlia della vittima e la madre
Oltre ai due uomini coinvolti nello scontro, sono rimaste ferite anche la figlia della vittima e la madre della donna. Entrambe sono state accompagnate in ospedale per le cure del caso. La 39enne, che avrebbe riportato una ferita alla testa, è stata dimessa nella serata di venerdì.
Secondo quanto emerso, al momento della lite nell’abitazione erano presenti anche i figli piccoli della coppia. La donna, dopo essere stata ferita e spaventata dall’escalation di violenza, avrebbe cercato riparo con i bambini in una stanza dell’abitazione, mentre all’esterno o nelle immediate vicinanze proseguiva lo scontro tra il padre e il compagno.
La separazione e il contatto con l’avvocato
Nelle ore precedenti alla tragedia, la 39enne si era rivolta a un’avvocata per essere assistita in una fase di forte conflittualità con il compagno. Era stato fissato un appuntamento nel pomeriggio di venerdì, poi saltato proprio a causa di quanto stava accadendo nell’abitazione di Porcia.
Secondo quanto riferito dalla legale, la donna aveva chiesto assistenza per questioni legate alla separazione e alla gestione della casa. Poco prima dell’orario previsto per l’incontro, avrebbe contattato lo studio per comunicare di non poter più presentarsi, spiegando di essere stata ferita durante una lite con il compagno e di aver già allertato soccorsi e forze dell’ordine.
Solo più tardi, quando il quadro della tragedia si è definito, è emerso che il padre della donna era stato ucciso nel corso della colluttazione. Anche questo elemento sarà oggetto di approfondimento da parte degli inquirenti, chiamati a chiarire se la tensione legata alla separazione abbia rappresentato uno dei fattori scatenanti della violenza.
Indagini sulla dinamica dell’omicidio
La Procura e la polizia stanno lavorando per ricostruire ogni passaggio della vicenda. Gli accertamenti dovranno stabilire quando sia iniziata la lite, chi fosse presente in casa, in quale momento sia intervenuto Marius Adrian Dorobantu e con quali oggetti siano stati inferti i colpi.
Un punto centrale riguarda proprio il ruolo della vittima: gli investigatori dovranno capire se il 59enne fosse già nell’abitazione quando è scoppiata la lite o se sia stato chiamato dalla figlia nel tentativo di ricevere aiuto. La presenza di cocci di vetro e pietre nell’area della colluttazione rende necessario un lavoro accurato da parte della scientifica, che ha eseguito rilievi sul luogo dell’omicidio.
Al momento non sarebbero emerse precedenti segnalazioni di violenze o interventi dei servizi sociali legati alla coppia. Proprio per questo, la tragedia ha scosso profondamente la zona, lasciando increduli i residenti di via Zuccolo e chi conosceva la famiglia.
