Perquisizioni alla Triestina Calcio: 15 indagati, ipotesi di riciclaggio e false fatture

L’operazione della Guardia di finanza alla Triestina Calcio.

Sono quindici le persone indagate nell’inchiesta che coinvolge la Unione Sportiva Triestina Calcio 1918 e che questa mattina ha portato a una nuova serie di perquisizioni disposte dalla Procura della Repubblica di Trieste. L’attività è stata eseguita dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Trieste nelle province di Trieste, Venezia e Roma.

Le ipotesi di reato contestate, a vario titolo, sono reati societari, tributari e riciclaggio. Le perquisizioni hanno interessato i luoghi di residenza e di lavoro degli indagati, oltre alla sede del club alabardato, militante nel campionato di Serie C.

Secondo quanto emerso dai preliminari accertamenti info-investigativi, gli inquirenti ipotizzano possibili operazioni di riciclaggio per diversi milioni di euro, somme che sarebbero confluite nelle casse della società sportiva nel periodo compreso tra il 2022 e il 2025. I flussi finanziari oggetto di approfondimento risulterebbero riconducibili a società di diritto italiano ed estero, la cui reale operatività è ora al vaglio della magistratura.

L’indagine si concentra inoltre su presunte false comunicazioni sociali, legate alla rappresentazione nei bilanci di apporti in conto capitale ritenuti fittizi, che avrebbero in realtà mascherato finanziamenti. Sotto la lente anche l’ipotizzato utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, per un importo complessivo stimato in circa 900 mila euro.

Il nuovo sviluppo investigativo si inserisce nel solco dell’inchiesta avviata nei mesi scorsi e collegata a più ampi approfondimenti sui flussi finanziari che hanno interessato il mondo del calcio e altre realtà imprenditoriali, anche al di fuori del Friuli Venezia Giulia.