Omicidio Ruoso, Bedin resta in carcere: confermata la misura cautelare

Omicidio Mario Ruoso a Pordenone: Loriano Bedin resta in carcere

Resta in cella Loriano Bedin, il 67enne reo confesso dell’omicidio di Mario Ruoso, lo storico patron dell’emittente TelePordenone ucciso lo scorso 4 marzo. È questo l’esito dell’udienza di convalida tenutasi presso il Tribunale di Pordenone.

La decisione del Gip

Il Gip del Tribunale pordenonese ha convalidato il fermo e disposto la misura della custodia cautelare in carcere. Durante il colloquio davanti al giudice, Bedin si era avvalso della facoltà di non rispondere, non aggiungendo ulteriori dettagli a quanto già dichiarato nelle fasi iniziali delle indagini.

La ricostruzione del delitto

Bedin, collaboratore tecnico di lunga data della vittima, è accusato di aver aggredito l’imprenditore 87enne all’interno del suo attico a Porcia. Secondo quanto emerso, Ruoso sarebbe stato colpito ripetutamente alla testa con una spranga di ferro, ferite che ne hanno provocato il decesso. Subito dopo il delitto, l’uomo avrebbe messo in atto un tentativo di inquinamento delle prove gettando l’arma del delitto in un corso d’acqua e disfacendosi degli indumenti sporchi di sangue.

Il movente economico

Alla base dell’efferato omicidio vi sarebbero profondi contrasti di natura economica. Bedin, che negli anni aveva assunto anche ruoli amministrativi nella società radiotelevisiva fondata da Ruoso (attualmente in liquidazione), avrebbe maturato un forte risentimento verso l’imprenditore. Un rancore sfociato nella violenta aggressione nell’abitazione della vittima.