Il bilancio dei controlli effettuati nel mese di maggio sulle strade della provincia di Pordenone restituisce un quadro preoccupante, in cui la guida in stato di ebbrezza continua a rappresentare uno dei principali fattori di rischio per la sicurezza stradale. Le verifiche messe in campo dai Carabinieri del Comando Provinciale hanno permesso di ricostruire una serie di episodi che disegnano una vera e propria mappa delle condotte più pericolose sul territorio.
La folle fuga ad Aviano
Il comune di Aviano si è rivelato l’epicentro del fenomeno. L’episodio più movimentato si è consumato poco dopo la mezzanotte, quando un 32enne armeno ha forzato un posto di blocco fuggendo a folle velocità. L’inseguimento si è concluso con lo schianto della sua Audi A4 contro il cancello di un’abitazione privata. L’etilometro ha confermato lo stato di ebbrezza.
Sempre ad Aviano, la notte del 16 maggio, una 24enne cittadina americana ha perso il controllo della sua Honda Accord, uscendo autonomamente di strada e abbattendo il muro di cinta di una casa, risultando anche lei positiva all’alcol.
Gli schianti a Fontanafredda e Brugnera
La scia di incidenti stradali legati all’alcol ha toccato altri centri della provincia. A Fontanafredda, alle 05:30 del mattino del 16 maggio, un 26enne cittadino americano, al volante della propria autovettura, è uscito di strada schiantandosi contro un palo della rete elettrica; i successivi accertamenti hanno confermato la sua positività all’alcol. A Brugnera, nella notte del 17 maggio, un 37enne di origini tedesche ha perso il controllo della sua BMW, finendo autonomamente fuori dalla carreggiata a causa dell’abuso di sostanze alcoliche.
Come funziona la confisca dell’auto
Di fronte a questa sequenza di sinistri, l’Arma dei Carabinieri ricorda che mettersi al volante in stato di ebbrezza, superando il limite di 1,5 grammi di alcol per litro, comporta l’immediato sequestro della vettura, che si trasforma poi in confisca definitiva con la sentenza di condanna. L’auto diviene a tutti gli effetti di proprietà dello Stato, per essere messa all’asta nei Tribunali o assegnata alle Forze dell’Ordine e ad associazioni Onlus.
I militari specificano che intestare la macchina a una società non fa da scudo se, di fatto, il guidatore ubriaco ne ha l’utilizzo continuo e abituale: in questo caso i giudici procedono ugualmente alla confisca del mezzo aziendale. A oggi, l’unica reale alternativa per evitare di perdere il proprio veicolo è richiedere lo svolgimento di lavori di pubblica utilità, un percorso riparativo a favore della collettività che consente l’estinzione del reato. Si tratta di un beneficio importante, ma che la legge vieta di concedere a chi, guidando ubriaco, ha provocato un incidente stradale: in quel caso il mezzo è irrimediabilmente perduto.
