Ricercata in tutta Italia, 29enne arrestata nel Pordenonese: tradita dalle impronte digitali

La donna è stata arrestata a Prata di Pordenone a casa di un conoscente.

Era ricercata in tutta Italia e da tempo risultava irreperibile, dopo aver lasciato Roma per sottrarsi a un ordine di carcerazione. La fuga di una 29enne nigeriana si è conclusa nel Pordenonese, dove i Carabinieri l’hanno rintracciata nell’abitazione di un conoscente e identificata con certezza attraverso le impronte digitali.

La donna, anagraficamente residente nella Capitale, deve scontare una pena residua di due anni, cinque mesi e 14 giorni di reclusione, oltre a una multa di 14mila euro, per due condanne definitive legate a episodi di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale e alla detenzione di droga ai fini di spaccio.

Rintracciata in un’abitazione nel Pordenonese

L’arresto è avvenuto nella mattinata di lunedì 3 agosto ed è stato eseguito dai Carabinieri della Stazione di Prata di Pordenone. La 29enne si trovava a casa di un conoscente. Nel corso degli accertamenti, i militari hanno scoperto che in passato aveva utilizzato diverse generalità, per rendere più difficili i controlli e nascondere la propria identità.

Il confronto delle impronte digitali con quelle già presenti nelle banche dati ha però permesso di identificarla in modo inequivocabile e di accertare la presenza del provvedimento restrittivo a suo carico.

Le due condanne.

La donna era destinataria di un provvedimento di esecuzione di pene concorrenti, emesso nel giugno 2026 dall’Ufficio Esecuzioni penali della Procura della Repubblica di Roma. L’ordine di carcerazione riuniva due condanne definitive per reati commessi nella Capitale, dove la 29enne aveva vissuto prima di rendersi irreperibile.

La prima condanna riguardava i reati di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni aggravate, commessi il 2 luglio 2020. In quella circostanza la donna era stata arrestata in flagranza e sottoposta ai rilievi fotosegnaletici. Per quei fatti il Tribunale di Roma l’aveva condannata a quattro mesi di reclusione, inizialmente con il beneficio della sospensione condizionale della pena.

La seconda condanna era invece relativa alla detenzione illecita di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio, per un episodio avvenuto il 31 marzo 2021. Il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Roma aveva inflitto alla donna una pena di due anni e dieci mesi di reclusione, oltre al pagamento di una multa di 14mila euro.

Per questo procedimento la 29enne aveva già trascorso un periodo in custodia cautelare in carcere, dal 31 marzo al 15 dicembre 2021, nella sezione femminile della Casa circondariale di Rebibbia. La successiva condanna per spaccio aveva inoltre determinato la revoca della sospensione condizionale concessa per la precedente condanna per resistenza e lesioni.

Dovrà scontare oltre due anni di reclusione

Dopo aver riunito le due pene e sottratto il periodo di custodia cautelare già scontato, la pena residua complessiva è stata stabilita in due anni, cinque mesi e 14 giorni di reclusione, ai quali si aggiunge la multa di 14mila euro.

Il Tribunale di Sorveglianza di Roma, con un’ordinanza dell’11 marzo 2026, aveva respinto le richieste presentate dalla difesa per ottenere misure alternative alla detenzione, disponendo che la pena venisse espiata in carcere.

Nel frattempo, però, la donna aveva lasciato Roma ed era diventata irreperibile, impedendo l’esecuzione del provvedimento fino al controllo avvenuto nel Pordenonese.

Al termine delle formalità di rito, la 29enne è stata trasferita nella sezione femminile della Casa circondariale di Trieste, dove sconterà la pena residua.