La Polizia di Stato di Udine ha denunciato dodici persone al termine dell’attività investigativa condotta dalla Digos sugli scontri avvenuti il 14 ottobre scorso, al termine del corteo svoltosi nel centro cittadino in concomitanza con la partita di calcio Italia-Israele.
Gli indagati – due cittadini italiani e dieci di origine straniera, tutti regolarmente soggiornanti sul territorio nazionale – sono accusati di aver preso parte attivamente agli scontri con le forze dell’ordine, travisandosi il volto e lanciando sassi, bottiglie, segnali stradali e altri oggetti contro gli agenti impegnati nei servizi di ordine pubblico. Nel corso dei disordini rimasero feriti due giornalisti e una decina di operatori delle forze dell’ordine.
Tra i dodici denunciati, uno è ritenuto responsabile anche del lancio di una pietra che ha colpito una giornalista di RaiNews, impegnata nella copertura della manifestazione. Il sasso le aveva provocato una seria ferita alla caviglia, rendendo necessario il trasporto in ospedale in ambulanza per le cure del caso.
Perquisizioni e sequestri: trovato anche un bastone chiodato

Nell’ambito della stessa attività investigativa, la Digos ha eseguito sei perquisizioni domiciliari, che hanno consentito di rinvenire e sequestrare il vestiario utilizzato durante gli scontri in piazza. Tra il materiale sequestrato anche un bastone sulla cui estremità erano stati fissati dei chiodi, ritenuto dagli inquirenti uno strumento potenzialmente idoneo a ferire gli agenti impegnati nei servizi di ordine e sicurezza pubblica.
Tre Daspo per tentata invasione di campo
Parallelamente, per quanto avvenuto allo stadio in occasione dell’incontro di calcio, il Questore di Udine ha emesso tre provvedimenti di Daspo nei confronti di cittadini italiani che avrebbero cercato di superare le balaustre di separazione tra gli spalti e il terreno di gioco con l’intento di invadere il campo e inscenare forme di protesta.
I tre sono stati immediatamente bloccati dagli steward e dai poliziotti in servizio di ordine pubblico. A seguito dell’identificazione, nei loro confronti è stato disposto il divieto di accesso alle manifestazioni sportive per la durata di due anni.





