Soccorsi gli escursionisti bloccati sopra Claut.
Si è conclusa nel migliore dei modi la disavventura dei due giovani escursionisti che, nel tardo pomeriggio di ieri, sono rimasti bloccati in quota nel territorio montuoso di Claut. Grazie all’intervento in assetto notturno dell’elisoccorso, i due ragazzi sono stati tratti in salvo e riportati a valle indenni.
L’allarme e la mobilitazione
L’allerta è scattata intorno alle 19:00, quando la stazione Valcellina del Soccorso Alpino è stata attivata dalla centrale Sores. I due giovani di circa vent’anni, uno dei quali della zona, avevano in programma di raggiungere la Casera Monte Cornet dalla Val Feron per passarvi la notte, seguendo inizialmente il sentiero Cai 901 e poi il 903. Si sono fermati a circa 1300 metri di altitudine, impossibilitati a proseguire a causa del terreno innevato e ghiacciato.
Sebbene i dispersi avessero subito comunicato di essere in buone condizioni di salute, la situazione presentava diverse criticità come le temperature in picchiata, l’oscurità che impediva l’orientamento e la distanza. La SORES dopo una valutazione della situazione concertata assieme alla Centrale Operativa del Soccorso Alpino, data la natura impervia del terreno e il rischio di ipotermia per i ragazzi, ha deciso non procedere esclusivamente via terra, ma di attivare l’elisoccorso in modalità notturna.
L’elicottero, dotato di sistemi di visione e illuminazione avanzati, è riuscito a individuare i giovani e a recuperarli tramite verricello, nonostante le difficoltà ambientali. I due escursionisti sono stati trasportati direttamente al campo base. Dopo i primi controlli da parte del personale sanitario, sono risultati indenni, sebbene provati dal freddo e dalla tensione.
Gli interventi in assetto notturno.
Tale tipo di interventi notturni con elicottero prevedono l’impiego del verricello (cosiddetta Fase 3 di abilitazione dell’equipaggio dell’elisoccorso regionale), consentendo così di raggiungere i richiedenti soccorso in ambito notturno, anche in presenza di terreni impervi, con tempi e rapidità di esecuzione che rendono più efficaci e sicure le operazioni.
L’abilitazione degli operatori dell’elisoccorso alla Fase 3 ha luogo mediante addestramenti specifici, attualmente in corso, che hanno l’obiettivo di condurre in ambiente l’intera equipe, la quale include personale sanitario (medici e infermieri) altamente specializzato.
Nel caso specifico, considerate le distanze tra il fondovalle e il luogo in cui si trovavano i due giovani, un eventuale avvicinamento a piedi di personale di soccorso avrebbe richiesto uno sforzo notevole di personale e mezzi, con un’esposizione in ambiente prolungata, ed un’attesa altrettanto prolungata da parte dei richiedenti stessi, con possibili conseguenze di evoluzione sanitaria della situazione. In caso di impossibilità di intervento da parte dell’elicottero, SORES, Centrale del Soccorso alpino e Vigili del Fuoco si sarebbero coordinati per un eventuale intervento via terra.




