Le indagini hanno ricostruito gli inquitanti abusi subiti dalla nipote minorenne.
Un passato oscuro riaffiora dopo oltre dieci anni e si chiude con due arresti nel Nord-Est. Una coppia di coniugi originari della Campania, da poco trasferitasi nel pordenonese, è stata raggiunta da provvedimenti definitivi di carcerazione per gravissimi reati commessi tra il 2011 e il 2012 nella provincia di Napoli.
I Carabinieri di Sacile, infatti, lo scorso 27 gennaio hanno dato esecuzione a un ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica di Nola a carico di una donna 54enne per reati particolarmente esecrabili, commessi oltre un decennio fa nella provincia di Napoli e accertati da quel Comando Carabinieri.
L’arresto della donna rappresenta un ulteriore tassello di una vicenda ben più ampia: il 28 gennaio 2026, infatti, analogo ordine di carcerazione era stato eseguito dalla Polizia di Stato di Pordenone nei confronti del marito, condannato a 6 anni e 6 mesi di reclusione per gli stessi fatti.
Le indagini e la ricostruzione.
Secondo quanto emerso dalle indagini condotte dall’Arma partenopea, la coppia di coniugi, tra il 2011 e il 2012, ospite nell’abitazione di alcuni parenti, ha plagiato psicologicamente una nipote appena 14enne, allontanandola dagli affetti e spingendola addirittura a non frequentare più la scuola.
Lo zio, in particolare, quando rimaneva solo con lei, le rivolgeva attenzioni morbose, di cui la moglie non solo era pienamente consapevole, ma, in alcune circostanze, aveva addirittura partecipato attivamente alle violenze. Il silenzio dell’adolescente sulle violenze subite veniva ottenuto attraverso minacce di oscuri mali da parte di spiriti maligni, con cui i coniugi dicevano di essere in contatto: se la ragazza avesse fatto parola con qualcuno di quanto stava accadendo, li avrebbero invocati contro di lei e i suoi genitori.
Un quadro inquietante, che ha portato la giustizia a condannare entrambi per i reati contemplati dagli articoli 81, 609-septies e 609-octies del codice penale, che disciplinano la violenza sessuale di gruppo nelle sue forme aggravate, ai danni di minorenni.
La donna, condannata in via definitiva, dovrà scontare una pena di 4 anni, 10 mesi e 15 giorni di reclusione per violenza sessuale di gruppo aggravata. L’ordine di esecuzione per la carcerazione è stato emesso a seguito di una sentenza definitiva, conclusione di un lungo percorso giudiziario iniziato oltre dieci anni fa. Dopo le formalità di rito, la 54enne è stata tradotta presso il carcere di Trieste, dove sconterà la sua pena.




