Il Covid fa crollare i consumi a dicembre, in Fvg il dato peggiore d’Italia. Udine in grande affanno

Il crollo dei consumi in Fvg a causa del Covid.

Crollano i consumi in Fvg a dicembre a causa della pandemia da coronavirus e delle restrizioni. È quanto emerge dall’analisi condotta dall’Osservatorio permanente sull’andamento dei consumi nei settori ristorazione, abbigliamento e non food elaborato da Confimprese-EY.

Il Friuli Venezia Giulia condivide con il Veneto la poco ambita palma di territorio maglia nera a livello nazionale. Il Fvg e la regione contermine lasciano sul terreno perdite pari al -55.5%, seguite da Toscana (-53,6%), Campania (-51,5%) ed Emilia-Romagna (-50,4%). Non è casuale trovare Fvg e Veneto nelle prime due posizioni della classifica, poiché la flessione più marcata si registra nell’area Nord-Est (Emilia-Romagna, Triveneto) con -52,5%.

Nella “top five” delle province che hanno subìto il calo più drastico c’è anche Udine, con un decremento dei consumi pari al -59.1%. La peggiore provincia in Italia è quella di Caserta con un -63.4%, spicca anche il dato di Venezia che chiude il mese a -61.1%.

A livello italiano, il crollo dei consumi di dicembre 2020 rispetto allo stesso mese del 2019 è pari a -46,6%, sia pure in ripresa rispetto a novembre (-67,1%). L’anno appena trascorso si chiude a -38,9% vs 2019 con la ristorazione in maggiore sofferenza a -46,8%, seguita dall’abbigliamento a -38,3% e altro non food a -26,9%. Centri commerciali e outlet crollano per effetto del protrarsi delle restrizioni che li obbligano alla chiusura nel weekend, con simmetrico aumento di traffico e assembramenti nei centri città. Effetto negativo che si ripercuote sull’aggregato di dicembre fermo a -54,7% e -41,1% su base annua. Quanto alle categorie merceologiche nel mese di dicembre, la ristorazione paga il prezzo più alto dovuto all’effetto boomerang delle chiusure nel weekend. L’andamento disastroso a -66,8% la relega a maglia nera dell’intero comparto retail, mentre l’abbigliamento si ferma a -45%.

“Con un mese di dicembre a -46,6% – chiarisce Mario Maiocchi, direttore Centro Studi Retail di Confimprese – si chiude l’anno più difficile per il retail non food e ristorazione. Il totale anno a -38,9%, con punte -46,8% per la ristorazione e -59,7% per il canale travel, preannuncia pesantissimi effetti sui bilanci delle aziende del settore con conseguenti presumibili ricadute su occupazione e investimenti. Le prime indicazioni sui primi 10 giorni di gennaio, con un calo di traffico nei centri commerciali intorno al -50%, non danno segnali di miglioramento nel breve periodo. Sono sempre più necessari e urgenti interventi di supporto al settore con particolare riferimento alla tematica degli affitti che, con cali di fatturato di tale entità, non possono e non devono rimanere un costo fisso che rischia di travolgere anche aziende sane e con opportunità di crescita e occupazione nel medio periodo”.