
Clendis apre i chioschi a Ferragosto: morra, musica folk e pranzo carnico
La Sagra di Clendis torna nel piccolo borgo di Ampezzo da venerdì 14 a domenica 16 agosto 2026. Tre giorni, tre formule diverse: la prima sera mescola torneo e musica, Ferragosto assegna i premi della morra, mentre la domenica sposta il baricentro sul pranzo paesano. È una festa di dimensioni raccolte, costruita intorno ai chioschi e al lavoro dei volontari.
La morra non è soltanto un intrattenimento inserito in programma. È uno dei giochi popolari più riconoscibili della montagna friulana e qui diventa il filo che unisce la vigilia e il giorno dell’Assunta, prima del finale gastronomico.
Venerdì 14 agosto, il torneo incontra i JEMM
Venerdì 14 agosto i chioschi aprono alle 18. Con loro prende il via il torneo di morra, giocato davanti al pubblico e in un’atmosfera che fa parte della tradizione della Carnia. La sera si balla con i JEMM – Always Entusiasmo!, formazione chiamata ad accompagnare il primo incontro della festa.
Non sono annunciati orari separati per cucina e musica oltre all’apertura generale: chi vuole cenare e seguire il torneo può quindi arrivare all’inizio della serata, senza concentrare tutto sull’appuntamento musicale.
Sabato 15 agosto, la finale e i premi del territorio
Sabato 15 agosto i chioschi riaprono alle 18. Il torneo di morra entra nella fase decisiva e ai vincitori vanno premi enogastronomici, una scelta coerente con il carattere della sagra. La musica folk è affidata a Duilio e i suoi amici, per una serata di Ferragosto che resta legata ai repertori popolari.
Domenica 16, il pranzo paesano
Domenica 16 agosto l’appuntamento anticipa a mezzogiorno. Dalle 12 viene servito il pranzo paesano con frico, polenta e grigliata carnica; i Ghidina Folk accompagnano la giornata con la loro musica. Il programma ufficiale concentra qui la chiusura e non annuncia una seconda serata.
Per partecipare al pranzo conviene raggiungere Clendis con anticipo e controllare sui canali dell’organizzazione se siano previste prenotazioni o modifiche. Gli spazi di un borgo di montagna non sono quelli di una grande area feste, ed è proprio questa vicinanza fra tavoli, musicisti e paese a dare personalità all’appuntamento.
