Si va verso la proroga dei controlli alla frontiera con la Slovenia per altri sei mesi, fino al 18 dicembre. Per il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, la misura rappresenta uno strumento “strategico” in un quadro internazionale segnato da forti tensioni e da rischi legati alla sicurezza nazionale e all’antiterrorismo.
La posizione del Viminale arriva dopo il monito dell’Unione europea a nove Paesi affinché procedano a una graduale eliminazione dei controlli alle frontiere interne dello spazio Schengen. Intervistato dal quotidiano Il Piccolo, Piantedosi ha ribadito la necessità di mantenere alta l’attenzione lungo la rotta balcanica, definendo il presidio al confine sloveno un “pilastro fondamentale” per la sicurezza nazionale e per l’attività antiterrorismo su scala europea.
I numeri dei controlli alla frontiera
Secondo i dati richiamati dal ministro, dall’inizio della sospensione dell’accordo di Schengen, il 21 ottobre 2023, sono state circa 600 le persone segnalate nella banca dati Sis, il Sistema informazione Schengen, per profili di rischio legati a terrorismo, criminalità organizzata e fenomeni di radicalizzazione.
A fine maggio, sempre secondo quanto riferito da Piantedosi, sono state controllate 1,5 milioni di persone e verificati 705.174 veicoli. Nel corso delle attività sono stati rintracciati 11.346 stranieri irregolari che tentavano di entrare clandestinamente in Italia. Gli arresti sono stati 658, di cui 280 per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.
Per il ministro, questi numeri confermano l’efficacia della misura, soprattutto in un contesto in cui le direttrici migratorie, e in particolare la rotta balcanica, restano attraversate da trafficanti, reti criminali e mercati illegali.
Il nodo delle infiltrazioni terroristiche
Uno dei punti centrali indicati da Piantedosi riguarda il rischio di infiltrazioni terroristiche all’interno dei flussi migratori irregolari. Il ministro ha evidenziato come le dinamiche criminali lungo le rotte di ingresso in Europa siano “fluide” e richiedano quindi un’azione tempestiva e coordinata tra gli Stati.
Nel suo ragionamento, Piantedosi ha richiamato anche un dato di Europol, secondo cui circa il 90% dei migranti irregolari arrivati in Europa si sarebbe affidato a trafficanti di esseri umani per coprire, in tutto o in parte, il proprio viaggio. La tratta di migranti, secondo le stime citate dal quotidiano, genererebbe a livello globale un giro d’affari compreso tra 4,7 e 6 miliardi di euro.
Per il titolare del Viminale, le somme pagate dai migranti finiscono nelle mani delle organizzazioni criminali e possono contribuire ad alimentare anche reti terroristiche. Da qui la scelta di confermare i controlli temporanei al confine con la Slovenia, ritenuti dal Governo uno strumento efficace di prevenzione.
Roberti: “Controlli utili contro i traffici illegali”

Sulla stessa linea anche l’assessore regionale alla Sicurezza del Friuli Venezia Giulia, Pierpaolo Roberti, che ha commentato l’operazione condotta dalla Guardia di finanza di Udine al valico di Stupizza, dove è stato individuato un episodio di favoreggiamento dell’immigrazione irregolare con l’arresto del conducente di un veicolo che trasportava cinque cittadini pakistani.
Roberti ha espresso un plauso alle Fiamme gialle e a tutte le Forze dell’ordine impegnate nel presidio del territorio, sottolineando come l’intervento confermi l’importanza dell’attività di controllo lungo la fascia confinaria.
Per Roberti “l’intervento dimostra concretamente che i controlli alle frontiere interne contribuiscono al contrasto delle organizzazioni criminali e dei soggetti che traggono profitto dal traffico di esseri umani. I risultati ottenuti – evidenzia l’assessore – confermano la validità di uno strumento che consente di individuare situazioni irregolari e assicurare alla giustizia chi specula sulla vulnerabilità delle persone e smentiscono nei fatti le prese di posizione assunte proprio ieri da Ics”.
La polemica sulle critiche ai controlli
In merito al mantenimento dei controlli alla frontiera con la Slovenia, l’esponente della Giunta regionale ha sottolineato che “di fronte a operazioni come quella conclusa dalla Guardia di finanza appare evidente come tali attività rappresentino un supporto concreto all’azione di contrasto dell’immigrazione clandestina e della tratta di esseri umani. Per questo ribadisco che alcune critiche avanzate nei confronti del sistema dei controlli non solo non trovano riscontro nei fatti ma sono evidentemente contrarie all’interesse del Paese e delle comunità locali e risultano quanto mai inopportune quando ad avanzarle sono soggetti che hanno interessi economici legati al sistema dell’accoglienza”.
