La Regione Friuli Venezia Giulia amplia l’accesso alle cure odontoiatriche pubbliche, innalzando le soglie Isee e aumentando le prestazioni gratuite. Tra le novità anche l’estensione della platea dei beneficiari e il rafforzamento dei servizi per minori, famiglie a basso reddito e persone con fragilità sanitaria, nell’ambito di una delibera di giunta recentemente approvata.
Più accesso alle cure odontoiatriche pubbliche
La Regione Friuli Venezia Giulia interviene sul sistema dell’odontoiatria pubblica per ampliarne la portata e renderlo più accessibile, in un contesto in cui cresce il numero di cittadini che rinunciano alle cure per motivi economici o sociali.
Il provvedimento si inserisce in un percorso avviato già nel 2016 per rafforzare l’offerta pubblica in ambito odontoiatrico e riequilibrare il rapporto tra pubblico e privato. Le misure sono state presentate a Trieste dal governatore Massimiliano Fedriga insieme all’assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi.
Fedriga: “Un diritto alla salute universale”
Fedriga ha sottolineato la direzione strategica dell’intervento. “La Regione rafforza ulteriormente il proprio impegno nell’odontoiatria pubblica rendendo più favorevole la soglia per l’accesso alle prestazioni Lea, incrementando le prestazioni extra Lea e ampliando la platea delle persone che possono accedervi grazie all’innalzamento dei livelli Isee. Il nostro impegno è di continuare ad ampliare l’offerta dei servizi pubblici in ambiti tradizionalmente privati, per garantire un diritto alla salute universale e accessibile a tutte le fasce sociali”, ha dichiarato.
Il ruolo del sistema sanitario regionale
Riccardi ha evidenziato il rafforzamento del servizio pubblico e il lavoro portato avanti negli ultimi anni. “L’investimento sull’odontoiatria dimostra ancora una volta quanto la Regione abbia a cuore la risposta pubblica. Grazie a un impegno che prosegue da dieci anni, oggi in Friuli Venezia Giulia riusciamo a coprire attraverso il pubblico circa l’8% dell’offerta odontoiatrica complessiva, il doppio rispetto alla media nazionale”, ha spiegato.
Ha inoltre sottolineato come il provvedimento risponda al fenomeno delle rinunce alle cure: “Abbiamo migliorato gli strumenti per ampliare la platea di persone che possono accedere a queste prestazioni, andando incontro a chi non ha possibilità di rivolgersi al privato”.
Nuove soglie Isee e ampliamento delle prestazioni
Il provvedimento introduce un aggiornamento complessivo del sistema. Tra le principali novità figurano l’innalzamento delle soglie Isee e la riduzione delle quote di compartecipazione, oltre all’ampliamento delle prestazioni erogabili.
Tra le principali novità nei Lea, si segnala l’estensione dell’età evolutiva da 14 a 16 anni, con circa 15mila minori in più coinvolti, e l’aumento delle soglie Isee: da 15mila a 20mila euro per la vulnerabilità sociale e fino a 35mila euro per quella sanitaria. Per le prestazioni extra Lea, cresce da 6mila a 10mila euro la soglia di gratuità per cure odontoiatriche e ortodontiche, interessando circa 30mila famiglie.
Rete dei servizi e attenzione alle fragilità
Particolare attenzione è dedicata alle persone con disabilità. Il provvedimento prevede visite annuali domiciliari per gli ospiti delle strutture dedicate, il potenziamento del progetto Dama (Disabled Advanced Medical Assistance) e l’estensione del pronto soccorso odontoiatrico per disabili, anche in collaborazione con la Consulta regionale.
La rete del pronto soccorso odontoiatrico viene inoltre rafforzata e portata a sei sedi: Trieste, Gorizia, Udine, Pordenone, San Vito al Tagliamento e l’Irccs Burlo Garofolo per l’ambito pediatrico.
Il provvedimento si inserisce anche in un percorso di collaborazione tra Servizio sanitario regionale e Università, con l’attivazione di progetti avanzati in ambito odontoiatrico e implantologico. L’obiettivo complessivo è rendere il sistema più accessibile, omogeneo e in grado di rispondere in modo più efficace ai bisogni sanitari e sociali della popolazione.
