In Fvg nasce la comunità degli allevatori etici: otto modelli per il futuro del territorio

Ancestrale Project debutta a Gorizia

In Friuli Venezia Giulia nasce la prima comunità degli allevatori etici legata ad Ancestrale Project, un movimento culturale e territoriale che mette insieme allevatori, chef e comunità locali per custodire e rigenerare un patrimonio fatto di saperi, pratiche agricole, cura degli animali e rispetto del paesaggio. Non solo un progetto legato al cibo, dunque, ma una visione più ampia del futuro dei sistemi alimentari locali, fondata sull’equilibrio tra uomo, terra e biodiversità.

La nascita ufficiale della comunità è avvenuta domenica 14 giugno, nella cornice di Borgo Castello a Gorizia, tra le sale della Chincaglieria Gastronomica della chef Chiara Canzoneri. Qui è stato presentato un percorso che vuole dare voce a un Friuli Venezia Giulia già esistente, ma spesso poco raccontato: quello di chi alleva, produce e trasforma scegliendo metodi sostenibili, rispettosi dei cicli naturali e lontani dalla logica dei grandi numeri industriali.

Un patrimonio immateriale da custodire

Al centro di Ancestrale Project c’è l’idea che il cibo non sia soltanto un prodotto, ma anche una forma di memoria collettiva. Ogni allevamento, ogni gesto quotidiano, ogni relazione tra animale, persona e territorio diventa parte di un patrimonio culturale immateriale, fatto di competenze tramandate, saperi rurali e pratiche che raccontano l’identità profonda di un luogo.

È una cultura viva, legata alle stagioni, ai paesaggi e alle comunità, che rischia di scomparire non per mancanza di valore, ma per mancanza di attenzione. Proprio per questo il progetto punta a riportare al centro il ruolo degli allevatori e delle allevatrici che hanno scelto un modello produttivo diverso, capace di tenere insieme qualità, responsabilità ambientale e coesione sociale.

Ancestrale Project non viene presentato come un ritorno nostalgico al passato, ma come una forma di innovazione sociale. L’obiettivo è costruire nuovi modelli di sviluppo rurale, in grado di generare economia locale, turismo consapevole, tutela del paesaggio e nuove relazioni tra chi produce e chi consuma.

L’idea nata da una riflessione etica

L’origine del progetto nasce da una riflessione di Joško Sirk, fondatore del ristorante Al Cacciatore della Subida, sulla distanza tra il rispetto con cui la cultura della caccia valorizza ogni parte dell’animale e lo spreco che spesso caratterizza la filiera alimentare convenzionale. Da questa urgenza etica, condivisa con la chef Chiara Canzoneri e con il macellaio selezionatore Antonio Bonelli di Cormons, ha preso forma un progetto strutturato.

L’iniziativa è stata candidata con successo al bando CAR2GO! dell’INTERREG Italia–Austria, con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio culturale immateriale del Friuli Venezia Giulia e di raccontare le esperienze che già oggi rappresentano una possibile alternativa per il futuro del territorio.

Come spiega la chef Chiara Canzoneri, il progetto nasce con l’intento di veicolare attraverso la cucina una filosofia che mette al centro il rispetto per il territorio e la connessione tra produttori e chef. Non si tratta soltanto di preparare piatti, ma di raccontare una storia, sensibilizzare il pubblico all’importanza di scelte consapevoli e creare un legame diretto con chi produce ingredienti freschi, stagionali e rispondenti a rigidi parametri etici.

Le prime otto storie del Friuli Venezia Giulia

Il cuore del progetto è rappresentato dalle prime otto storie d’eccellenza raccolte nel booklet editoriale e nella piattaforma digitale www.ancestraleproject.it. Sono esperienze diverse, distribuite sul territorio regionale, ma unite da una stessa visione: produrre rispettando gli animali, l’ambiente e la memoria dei luoghi.

Tra i protagonisti ci sono la Fattoria Sant’Eliseo di Majano, con le sue uova arcobaleno, e la Valle del Lovo di Carlino, dove l’acquacoltura etica dialoga con l’ambiente lagunare. Nel Carso, la Fattoria Antonič lavora per proteggere la pecora carsolina, mentre a Cividale del Friuli l’azienda L’Asan e la Mussa porta avanti il recupero dell’asino Ragusano.

Il racconto prosegue con l’apicoltura di Sara Devetak a San Michele del Carso, con la Fattoria Zoff di Borgnano, impegnata nell’allevamento biologico di vacche Pezzate Rosse, e con la Macelleria Bonelli di Cormons, che valorizza selezione e frollatura secondo una tradizione artigianale. A completare il primo nucleo della comunità c’è la Fattoria Ermacora di San Giovanni al Natisone, dove il rapporto empatico con i bovini da carne diventa una scelta netta contro la logica industriale.

Un Friuli consapevole che guarda al futuro

A tessere la trama narrativa e progettuale di Ancestrale Project è Netural Coop Impresa Sociale, realtà specializzata nella valorizzazione territoriale, nell’innovazione sociale e nella progettazione culturale per contesti rurali e marginali. Attraverso metodologie partecipative e approcci che uniscono ricerca, comunicazione, design e attivazione di comunità, Netural Coop lavora sulla convinzione che proprio i luoghi periferici possano diventare laboratori fertili per immaginare nuove alternative.

In questo senso, Ancestrale Project si propone come un’iniziativa capace di unire memoria storica, sviluppo rurale sostenibile e nuove forme di comunicazione. Il Friuli Venezia Giulia che emerge da queste otto esperienze è un territorio che non rinuncia alla propria identità, ma la usa come leva per costruire modelli più equilibrati, consapevoli e duraturi.