Il sistema degli ITS del Friuli Venezia Giulia si conferma tra i migliori d’Italia per capacità di attrazione, qualità dei percorsi e risultati occupazionali. A certificarlo è il monitoraggio nazionale realizzato da Indire, presentato nella sede dell’Accademia Nautica dell’Adriatico di Trieste dall’assessore regionale alla Formazione, Istruzione e Lavoro Alessia Rosolen.
La regione si colloca al sesto posto assoluto nella graduatoria nazionale, ma sale fino alla seconda posizione nella classifica ponderata sulla dimensione demografica, calcolata sul rapporto tra studenti iscritti e popolazione residente, dietro soltanto all’Umbria. Un risultato che conferma il peso assunto dagli Istituti tecnologici superiori nel sistema formativo regionale e nel collegamento tra scuola, università e mondo produttivo.
Diplomati e occupazione: i numeri del Friuli Venezia Giulia
I dati più significativi riguardano il rapporto tra formazione e lavoro. A fronte di una media nazionale del 75,7%, gli ITS del Friuli Venezia Giulia raggiungono un tasso di diplomati dell’83,7%.
Ancora più rilevante il dato sull’inserimento professionale: gli occupati usciti dai percorsi ITS regionali sono passati dai 58 del 2013 ai 314 del 2024, con un tasso di occupazione che arriva al 92,4%. Per quanto riguarda la qualità dei percorsi formativi, il Friuli Venezia Giulia si posiziona al quinto posto nazionale, con un valore di 8,1 rispetto a una media italiana di 7,6.
Rosolen: “Un sistema integrato con imprese, università e cluster”
“L’esito del monitoraggio nazionale Indire conferma che il sistema degli ITS del Friuli Venezia Giulia è ai vertici nazionali sia rispetto alla capacità di attrazione regionale ed extraregionale sia sotto il profilo del perseguimento del titolo e dell’inserimento lavorativo“, ha dichiarato Alessia Rosolen.
L’assessore ha sottolineato il ruolo della rete costruita negli anni attorno agli Istituti tecnologici superiori: “I nostri ITS sono ben inseriti in un sistema che va dai cluster alle università e alle imprese, ben 130 delle quali sono coinvolte”.
Il percorso di crescita, secondo la Regione, continuerà anche attraverso nuovi investimenti. “Il sistema beneficerà nei prossimi due anni di 15 milioni messi a disposizione dalla Regione nella programmazione FSE”, ha annunciato Rosolen.
Le risorse saranno destinate all’ampliamento dell’offerta formativa e al rafforzamento delle strutture esistenti. “Con la stagione formativa entrante non solo sarà ampliata l’offerta delle aree e dei corsi dei quattro ITS regionali, ma, compatibilmente con il numero di iscritti, saranno attivate due sedi a Gorizia e Monfalcone. Inoltre sarà rafforzata la sede di Amaro, che consideriamo strategica e sulla quale interverremo anche in sede di assestamento di bilancio”, ha aggiunto l’assessore.
Quattro ITS regionali e 32 corsi per il 2026-2027
Il sistema regionale degli Istituti tecnologici superiori si prepara alla nuova stagione formativa 2026-2027 con un’offerta articolata nei quattro ITS presenti sul territorio.
L’ITS Academy Alto Adriatico proporrà otto corsi nelle sedi di Pordenone e Amaro dedicati alle tecnologie dell’informazione, della comunicazione e dei dati, al sistema agroalimentare e all’energia.
L’ITS Accademia Nautica dell’Adriatico metterà a disposizione sette percorsi nell’area della mobilità sostenibile e della logistica, con sedi a Trieste e Gorizia.
L’ITS Academy Udine offrirà dodici corsi distribuiti tra Udine e Monfalcone nelle aree del sistema casa e ambiente/costruito, della meccatronica e delle tecnologie per i beni e le attività artistiche e culturali e per il turismo.
Infine, l’ITS Academy Lifetech proporrà cinque percorsi a Trieste dedicati alla chimica e alle nuove tecnologie della vita.
Complessivamente il sistema regionale può contare su 58 laboratori, strutture che rappresentano uno degli elementi distintivi del modello ITS e del collegamento diretto con le esigenze delle imprese.
Più sostegno al diritto allo studio e apertura internazionale
Tra le novità evidenziate dalla Regione c’è anche l’allineamento dei benefici per il diritto allo studio tra ITS e università, con l’estensione di strumenti come borse di studio e voucher.
Sul fronte internazionale, invece, l’attività di attrazione formativa si è concentrata in particolare su Egitto e Somalia, nell’ambito delle iniziative promosse dall’amministrazione regionale per ampliare la partecipazione ai percorsi di alta formazione tecnica.
Il modello ITS del Friuli Venezia Giulia punta quindi a consolidare il proprio ruolo come ponte tra giovani, imprese e innovazione, con un obiettivo preciso: trasformare la formazione tecnica specializzata in una porta concreta verso il lavoro.
