Nuovi mercati per le imprese del Fvg: tra Cina e dazi Usa, la sfida passa dal Sud America

L'assessore regionale alle Attività produttive e turismo Sergio Emidio Bini al focus "Accordo Ue-Mercosur: opportunità e maggiori tutele contro l'Italian sounding?"

Nuovi mercati per le imprese del Friuli Venezia Giulia, ma anche la necessità di proteggere le produzioni italiane dalle imitazioni e dalla concorrenza sleale. È questa la doppia sfida emersa a Trieste durante il focus “Accordo Ue-Mercosur: opportunità e maggiori tutele contro l’Italian sounding?”, organizzato dalla Camera di commercio Venezia Giulia insieme all’Ansa.

Al centro del confronto l’intesa commerciale tra l’Unione europea e i Paesi del Mercosur, un mercato che coinvolge oltre 280 milioni di consumatori e che potrebbe rappresentare un’occasione di crescita per le aziende regionali, soprattutto per quelle già orientate verso i mercati internazionali.

Una prospettiva particolarmente rilevante per il Friuli Venezia Giulia, dove l’economia ha una forte componente legata agli scambi con l’estero: secondo i dati richiamati dalla Regione, il Pil regionale dipende per il 48,5 per cento dall’export.

Bini: “Un’opportunità per liberare le energie di chi produce”

“L’accordo con i Paesi del Mercosur, oltre 280 milioni di consumatori, va nella direzione di liberare le energie di chi produce, eliminando barriere e liberalizzando il mercato; quindi, può e deve essere un’opportunità per le imprese della nostra regione”, ha dichiarato l’assessore regionale alle Attività produttive e Turismo Sergio Emidio Bini durante l’incontro di Trieste.

Secondo l’assessore, alcuni dei settori di punta dell’economia regionale potrebbero beneficiare in modo significativo dell’apertura dei mercati sudamericani. “Automotive, farmaceutica e meccanica strumentale, settori nei quali il Friuli Venezia Giulia eccelle, beneficeranno dell’abbattimento di dazi che oggi raggiungono il 35 per cento”, ha spiegato Bini.

Dalle opportunità ai rischi: il nodo del Made in Italy

Accanto alle possibilità di crescita dell’export, il confronto ha evidenziato anche le criticità legate alla tutela delle produzioni italiane. Il settore più esposto è quello agroalimentare, dove resta alta l’attenzione sul fenomeno dell’Italian sounding, ovvero l’utilizzo di nomi, immagini e richiami all’identità italiana per prodotti che non hanno un reale legame con il nostro Paese.

“Restano però legittime le preoccupazioni dell’agroalimentare: occorre vigilare sulla tutela dei marchi italiani ed europei e investire in innovazione e qualità”, ha sottolineato Bini. La sfida sarà quindi trovare un equilibrio tra apertura dei mercati e difesa delle eccellenze produttive, in particolare per le filiere legate alle certificazioni di origine, come Dop e Igp.

Tra dazi americani e concorrenza cinese, nuove rotte commerciali

L’accordo con i Paesi del Sud America si inserisce in uno scenario internazionale profondamente cambiato, segnato dalle tensioni commerciali globali e dalla necessità per l’Europa di diversificare i propri mercati. “I dazi imposti dagli Stati Uniti e la crescente pressione della concorrenza cinese impongono all’Europa una riflessione profonda sui propri equilibri commerciali”, ha spiegato Bini.

Secondo l’assessore, la scelta europea è quella di rispondere a questo scenario puntando sull’apertura verso nuovi partner commerciali invece di aumentare le barriere. “L’accordo è un passo avanti rispetto alle precedenti posizioni dell’Ue, che ha scelto di rispondere aprendosi a un partner dal potenziale straordinario anziché arroccarsi dietro nuove barriere, compiendo una scelta di politica industriale incentrata su una visione a medio-lungo termine”, ha aggiunto

Un confronto tra istituzioni, imprese e organismi di controllo

L’incontro organizzato a Trieste ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del mondo imprenditoriale e degli enti chiamati a vigilare sulla correttezza degli scambi commerciali.

Il presidente della Camera di commercio Venezia Giulia Antonio Paoletti ha evidenziato come gli accordi commerciali possano diventare realmente utili alle imprese solo se accompagnati da una conoscenza precisa delle opportunità offerte. Secondo Paoletti, contro fenomeni come frodi, falsificazioni e concorrenza sleale sarà necessario rafforzare gli strumenti di tutela del Made in Italy.

La Regione al fianco delle piccole imprese

Per il Friuli Venezia Giulia il passaggio decisivo sarà accompagnare soprattutto le piccole e medie imprese nell’accesso ai nuovi mercati. “Le opportunità per il mercato europeo e per le imprese del Friuli Venezia Giulia sono concrete, ma è necessario approcciare questi nuovi mercati con attenzione”, ha dichiarato Bini.

“La Regione sarà quindi al fianco delle nostre aziende, la maggior parte delle quali è di piccole dimensioni, per accompagnarle lungo il percorso che porterà al progressivo azzeramento, o quasi, dei dazi doganali negli scambi con i Paesi del Mercosur”, ha aggiunto.

Al confronto hanno partecipato Michele Esposito, responsabile Ansa Bruxelles; Roberto Corciulo, presidente IC&Partners; Paolo Garzotti della Direzione generale Commercio della Commissione europea; Riccardo Illy, presidente del Polo del Gusto; Agostino Giannino dell’Icqrf Fvg; Omar Zidarich, presidente del Gruppo italiano torrefattori caffè; Giovanni De Nuzzo, comandante del Reparto Carabinieri Tutela agroalimentare di Parma; Michele Vidoni, comandante del Nucleo Pef di Trieste della Guardia di Finanza; Franco Letrari, direttore regionale Fvg dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.