Zona gialla ad un passo in Fvg, cosa si rischia davvero

Preoccupano i numeri dei contagi.

Il rischio c’è, ma la decisione se il Friuli Venezia Giulia diventerà o meno zona gialla arriverà solo verso la fine di questa settimana. Dopo la grazia concessa dal sottosegretario alla Salute, Andrea Costa, a tutte le regioni in bilico, tra cui anche il Fvg, continua a preoccupare l’aumento dei contagio, in modo particolare per le città di Trieste e Gorizia e quello che sta accadendo oltreconfine, ovvero in Austria e Slovenia.

L’allarme per la quarta ondata.

Il governatore Massimiliano Fedriga aveva parlato chiaro ancora nei giorni scorsi. “Se dovessero proseguire i numeri di contagi come stiamo vedendo oggi, c’è il rischio che noi entro fine novembre, probabilmente anche prima, andremo in zona gialla“, aveva detto, criticando le tante manifestazioni dei no green pass. “Vuol dire che apriremo le porte alla zona arancione, penalizzando così le realtà economiche. E non ce lo possiamo permettere. Non possiamo pagare il prezzo di persone che inseguono menzogne – aveva continua – per colpa delle manifestazioni no Green Pass, a Trieste, abbiamo avuto il più grande cluster della storia della pandemia in Friuli Venezia Giulia”.

Se sarà zona gialla da lunedì 29 novembre come cambierà la situazione in regione? Le regole che entreranno in vigore saranno meno dure e incisive rispetto a quelle imposte all’inizio dell’anno.

Green pass.

Resta l’obbligo del certificato verde per accedere ai luoghi di lavoro. Il green pass sarà necessario anche per entrare in diversi luoghi pubblici, come le piscine, le palestre, i musei, i teatri, i cinema, i congressi, le fiere. Previsto il certificato anche per i servizi di ristorazione svolti al chiuso, nelle strutture socio-assistenziali e nelle università. Tornerà l’obbligo di indossare sempre la mascherina, sia al chiuso che all’aperto.

Spostamenti.

Non ci sarà il coprifuoco e saranno possibili gli spostamenti tra comuni, province e regioni. Purché queste siano in zona bianca o gialla. Non ci saranno quindi limitazioni e neanche l’obbligo di green pass per passare da una regione all’altra. Sarà sempre possibile raggiungere le seconde case.

Come in zona bianca, sarà necessario avere il green pass per l’accesso e l’uso di alcuni messi di trasporto in base al tipo di percorso che si dovrà fare. Sarà obbligatorio avere il certificato verde per coloro che viaggiano in treni di tipo Inter City, Inter City Notte e Alta Velocità, navi tranne per lo Stretto di Messina, autobus di medio-lunga percorrenza e per i passeggeri degli aerei.

Eventi.

In zona gialla, gli spettacoli aperti al pubblico nei teatri, nelle sale da concerto, al cinema o in qualsiasi altro tipo di locale saranno possibili, ma solo con i posti a sedere preassegnati e mantenendo il distanziamento di almeno un metro. L’accesso agli eventi sarà possibile solo se muniti di green pass, mentre la capienza consentita non può essere superiore al 50% di quella massima autorizzata. Stesse misure anche per le manifestazioni e competizioni sportive. In questo caso la capienza consentita non può essere  superiore al 50%  di quella massima autorizzata all’aperto e al 35% al chiuso.

Le discoteche tornerebbero a chiudere, bar e ristoranti possono restare aperti. Le attività di ristorazione, svolte da qualsiasi esercizio, saranno consentite con le stesse modalità della zona bianca: servizio al tavolo solo con green pass, al bancone anche senza green pass. Al tavolo si potrà stare, però, al massimo in quattro.

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Autore: Jeena Cucciniello

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