Sicurezza dei fiumi in FVG: 10 milioni ai Comuni per la manutenzione

Un piano d’urto da quasi dieci milioni di euro per pulire i fiumi e mettere in sicurezza i paesi del Friuli Venezia Giulia. La Giunta Fedriga ha dato il via libera al maxi-stanziamento di 9,8 milioni di euro per il 2026, fondi che permetteranno ai Municipi di aprire i cantieri per la manutenzione ordinaria dei corsi d’acqua locali. L’obiettivo è rafforzare la sicurezza del territorio, soprattutto in un contesto in cui eventi meteo intensi e improvvisi stanno diventando sempre più frequenti.

Contributi fino a 180mila euro.

Le risorse saranno destinate alla gestione ordinaria di fiumi e torrenti e al miglioramento delle opere idrauliche di interesse comunale, attraverso un apposito bando che verrà definito dal Servizio Difesa del suolo. I finanziamenti saranno assegnati secondo criteri di priorità stabiliti dalla normativa regionale in materia di prevenzione del dissesto.

I Comuni potranno presentare domanda di contributo fino a un massimo di 90 mila euro, mentre per gli enti locali colpiti dagli eventi calamitosi del novembre 2025 il tetto salirà fino a 180 mila euro, per far fronte alle situazioni più critiche della rete idrografica.

Le domande saranno valutate attraverso una graduatoria basata su punteggi, che consentirà di finanziare i progetti fino all’esaurimento delle risorse disponibili, con eventuale scorrimento in caso di ulteriori stanziamenti.

Spazio alla prevenzione del richio.

“Si tratta di un’azione concreta — ha spiegato Scoccimarro — che consente ai sindaci di intervenire subito. L’obiettivo è prevenire i danni prima che arrivino le piogge, riducendo i rischi legati a eventi meteorologici sempre più estremi”. I fondi serviranno per la pulizia degli alvei, il rinforzo degli argini e la gestione di quei torrenti e fossati (i corsi d’acqua di “classe 5”) che spesso, se trascurati, sono i primi a esondare in caso di bomba d’acqua.

Negli ultimi anni è cresciuto in modo significativo il numero di richieste da parte dei Comuni: dalle 75 domande presentate nel 2022 si è passati alle 117 del 2025, segno di un fabbisogno crescente legato alla manutenzione dei corsi d’acqua e alla prevenzione dei rischi legati a eventi meteorologici sempre più intensi