Sabotaggio del traliccio in Carnia: caccia ai responsabili tra satelliti e celle telefoniche

Proseguono le indagini sul danneggiamento del traliccio di Terna in Carnia, lungo la linea elettrica a 132 kV Tolmezzo-Paluzza. L’episodio viene ormai considerato dagli inquirenti di natura dolosa. Il guasto ha provocato il fermo temporaneo dell’impianto per circa tre giorni.

La linea elettrica danneggiata alimenta infatti il sistema di pompaggio dell’oleodotto transalpino TAL, infrastruttura strategica gestita da SIOT che collega il porto di Trieste con Austria, Germania e Repubblica Ceca, garantendo una quota dell’approvvigionamento energetico dei Paesi interessati.

Satelliti e celle telefoniche al vaglio

Secondo quanto riportato dal Messaggero Veneto, per ricostruire l’accaduto, gli investigatori stanno acquisendo immagini satellitari della zona, un’area boschiva impervia priva di sistemi di videosorveglianza. L’obiettivo è definire con maggiore precisione la finestra temporale del danneggiamento. Sarebbero in corso anche verifiche sulle celle telefoniche agganciate nell’area, che potrebbero fornire elementi utili per individuare eventuali presenze sospette, anche in caso di sopralluoghi effettuati nei giorni precedenti all’azione.

Dai rilievi tecnici emergerebbero elementi compatibili con un intervento pianificato. Sul traliccio sarebbe stato individuato un segno preliminare nei punti in cui la struttura è stata poi recisa, dettaglio che rafforza l’ipotesi di un’azione studiata in anticipo.

Indagini tra Ros e intelligence

L’inchiesta è affidata ai carabinieri del Ros di Udine, sotto il coordinamento della Procura distrettuale antimafia e antiterrorismo di Trieste. Il caso è seguito anche dai servizi di intelligence italiani, in contatto con agenzie estere, vista la rilevanza strategica dell’infrastruttura.

Nessuna rivendicazione e ipotesi aperte

Al momento non risultano rivendicazioni. Restano al vaglio diverse ipotesi investigative, dall’azione isolata fino a scenari più strutturati. Gli investigatori stanno valutando anche possibili collegamenti con altri episodi recenti, tra cui il presunto tentativo di sabotaggio sventato al gasdotto tra Serbia e Ungheria, elemento che viene analizzato nel quadro più ampio delle verifiche in corso, pur senza riscontri diretti al momento.