Monsignor Gianni Pellarini aveva 70 anni
La chiesa friulana piange la scomparsa di monsignor Gianni Pellarini, morto nella mattina di sabato 29 novembre, all’età di 70 anni, dopo una lunga malattia affrontata con coraggio e fede. Ricoverato da alcune settimane all’ospedale di Tolmezzo, è spirato circondato dall’affetto dei confratelli e dei fedeli che gli sono stati accanto fino alla fine.
Originario di Santa Maria La Longa, dove era nato nel 1955, Gianni Pellarini fu ordinato sacerdote nel 1980 da mons. Alfredo Battisti. La sua missione pastorale si è sviluppata in particolare nelle vallate montane del Friuli, territorio al quale era profondamente legato, non solo per vocazione ma anche per passione: alpinista nel cuore, instancabile camminatore, fu una figura di riferimento per intere generazioni di giovani, soprattutto nel contesto dello scoutismo AGESCI, al quale dedicò con entusiasmo gran parte del suo ministero.
Dal primo incarico come cooperatore parrocchiale a Paularo, passando per le parrocchie di Trava, Avaglio, Goricizza, Beano e Pradamano, fu però nel 2001, con il trasferimento in Val Resia, che ritrovò la dimensione che più gli era congeniale: quella del prete tra la gente, vicino ai piccoli paesi e alle loro comunità, spesso raggiunte a piedi, con lo zaino in spalla, lungo i sentieri di montagna.
Dal 2011 fino agli ultimi mesi di vita, ha guidato le parrocchie di Ovaro, Liariis, e successivamente anche quelle di Luincis, Mione-Luint e Rigolato, nel cuore della Val Degano. In questo decennio, mons. Pellarini si è distinto per una pastorale sobria, concreta e profonda, sempre attenta ai bisogni delle persone, capace di unire tradizione e modernità: memorabili i suoi pensieri quotidiani su Facebook, dove commentava il Vangelo del giorno con parole semplici ma intense, portando il messaggio cristiano anche sui social.
Figura carismatica e riservata, monsignor Pellarini è stato anche vicario foraneo della Forania di Gorto fino al 2018, l’ultimo prima della riforma che portò all’introduzione delle Collaborazioni pastorali. Sempre attento alla cura delle anime e all’ascolto, è stato una presenza viva e costante nelle comunità a lui affidate, lasciando ovunque il segno della sua discrezione e della sua fede autentica. La notizia della sua morte ha suscitato grande commozione non solo nel mondo ecclesiale ma in tutta la comunità friulana, dove era stimato per la sua umanità e il suo impegno.




