Allerta valanghe: weekend da bollino rosso sulle montagne del Friuli

Allerta valanghe in Friuli: pericolo marcato su tutto il territorio montano e forte oltre i 1900 metri di quota.

Scatta l’allerta per il pericolo valanghe in Friuli Venezia Giulia. Dopo le abbondanti nevicate degli ultimi giorni, la Protezione civile regionale ha emesso oggi, venerdì 20 febbraio 2026, il bollettino n. 27 che segnala una situazione di marcata criticità su tutta la fascia montana.

Secondo il documento ufficiale, il grado di pericolo è marcato (3) su tutto il territorio montano e forte (4) oltre i 1900 metri di quota. Una condizione che richiede la massima prudenza, soprattutto per escursionisti e frequentatori dell’alta montagna.

Neve fresca e vento: situazione delicata

Nelle ultime ore il flusso umido da nord-est legato al fronte occluso ha continuato a interessare in particolare le Alpi Giulie, dove si sono registrate nevicate tra il debole e il moderato. In quota sono caduti diffusamente dai 30 ai 60 centimetri di neve fresca, accompagnati da vento sostenuto, con accumuli ancora maggiori alle altitudini più elevate.

La combinazione tra neve fresca e vento ha favorito la formazione di spessi lastroni da vento, mentre all’interno del manto nevoso, soprattutto sui pendii ombreggiati, persistono strati deboli che non si legano bene con la neve più recente. Complice anche un innalzamento delle temperature in quota, restano quindi possibili valanghe spontanee, che in alcune zone particolarmente colpite dalle precipitazioni possono raggiungere dimensioni anche molto grandi.

Sabato 21 febbraio: pericolo forte oltre i 1900 metri

Per la giornata di sabato il grado di pericolo è 4 – forte oltre i 1900 metri di quota, con tendenza stabile verso domenica. Sono caduti diffusamente dai 30 ai 60 centimetri di neve fresca, accompagnati da vento sostenuto; alle quote più alte gli accumuli risultano ancora maggiori. La combinazione tra neve recente e vento ha favorito la formazione di spessi lastroni da vento, mentre all’interno del manto nevoso persistono strati deboli, soprattutto sui pendii ombreggiati.

I punti pericolosi sono numerosi e restano possibili valanghe spontanee. Nelle zone maggiormente colpite dalle precipitazioni, i distacchi potrebbero localmente raggiungere grandi dimensioni e interessare anche alcune vie di comunicazione alle quote più elevate. Le escursioni sono vivamente sconsigliate. Nel corso della giornata sono previste deboli nevicate in alcune aree, con vento da moderato a forte e un netto rialzo termico fino ai 2500 metri.

Domenica 22 febbraio: ancora forte, ma in lenta diminuzione

Domenica il pericolo rimane 4 – forte oltre i 1900 metri, con tendenza però in diminuzione verso lunedì. I punti critici restano numerosi. Gli accumuli di neve ventata sono diffusi e sono ancora possibili valanghe spontanee, anche di grandi dimensioni nelle aree più cariche di neve. Il manto nevoso continuerà a consolidarsi lentamente, ma la neve fresca e quella ventata si legheranno solo gradualmente con la base più vecchia.

Le condizioni meteo, caratterizzate da vento moderato o forte e da un continuo rialzo termico fino ai 2600 metri, favoriranno un progressivo inumidimento del manto nevoso, mantenendo la situazione delicata. Anche per domenica le escursioni sono fortemente sconsigliate.

Lunedì 23 febbraio: scende a marcato, ma resta alta l’attenzione

Per lunedì il grado di pericolo scende a 3 – marcato, con tendenza stabile verso martedì. Nonostante il calo di un livello, il pericolo resta alto. I punti pericolosi sono ancora numerosi e permangono lastroni da vento, strati deboli persistenti e possibili fenomeni di neve bagnata a causa del rialzo termico, che potrà spingersi fino ai 2800 metri. Sono ancora possibili valanghe spontanee e le escursioni richiedono grande esperienza nella valutazione del rischio e la massima cautela.