Gli Alpini e il terremoto del Friuli, un libro racconta il loro ruolo nella ricostruzione

Il volume presentato

Il loro impegno cominciò nelle ore più drammatiche del terremoto del 1976 e continuò per mesi, accompagnando il Friuli lungo il difficile percorso della ricostruzione. Il ruolo degli Alpini dopo il sisma viene ora raccontato in un libro e in un docufilm, iniziative realizzate con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia per conservare la memoria di una delle più grandi esperienze di solidarietà vissute dal territorio.

Il volume, intitolato “Gli Alpini ai fraidis. Terremoto del Friuli 1976. Le penne nere sul fronte della ricostruzione”, è stato presentato a Trieste nella Sala Predonzani del Palazzo della Regione. A introdurre l’incontro è stato l’assessore regionale con delega alla Protezione civile Riccardo Riccardi.

“Da quell’esperienza nacque il primo germoglio della Protezione civile”

“Il ruolo degli Alpini nelle ore tragiche del terremoto del ’76 e in tutti i mesi successivi ha rappresentato il primo germoglio da cui è nata quella straordinaria esperienza che è la Protezione civile italiana: ricordare quella vicenda con un libro e un docufilm con il contributo della Regione era un’operazione doverosa”, ha sottolineato Riccardi.

L’assessore ha espresso gratitudine al presidente dell’Associazione nazionale Alpini Sebastiano Favero, presente alla presentazione, evidenziando come il progetto non rappresenti soltanto un’operazione legata al ricordo del passato, ma anche un modo per trasmettere alle nuove generazioni i valori della solidarietà e dell’impegno collettivo.

Riccardi ha richiamato anche l’attività dei campi scuola dell’Ana e il riconoscimento che l’Associazione nazionale Alpini riceverà a Tolmezzo dalla Fondazione per la Sussidiarietà. “Oggi più che mai abbiamo bisogno di esaltare la cultura della solidarietà”, ha aggiunto. Un concetto condiviso anche da Favero, che ha invitato a riportare al centro la parola “insieme”, soprattutto in una società nella quale il rischio è che la dimensione sociale dei più giovani venga progressivamente sostituita da quella digitale.

Oltre un milione di ore di lavoro nei cantieri

Il libro, pubblicato da Susalibri e curato dall’Ana, raccoglie 224 pagine di fotografie, documenti e testimonianze che ricostruiscono l’impegno delle penne nere nei mesi successivi al terremoto. Al centro del racconto ci sono gli undici cantieri nei quali lavorarono gli Alpini, mettendo a disposizione complessivamente oltre un milione di ore di lavoro. Un’attività incessante che concentrò gli sforzi soprattutto sulle opere considerate più urgenti per le comunità colpite, a partire dalle scuole e dalle strutture destinate agli anziani.

A curare il volume sono stati il colonnello Mario Renna e Laura Rosa, del Centro Studi Ana, con il supporto di Mauro Bondi e Paolo Saviolo. Renna e Saviolo sono intervenuti anche alla presentazione triestina.

Il docufilm in anteprima il 15 settembre

Accanto al libro è stato realizzato anche un docufilm dedicato all’impegno degli Alpini nel terremoto del Friuli, che sarà proiettato per la prima volta il 15 settembre a Milano. La scelta della data non è casuale. Il 15 settembre del 1976 il Friuli venne infatti colpito da una nuova e violenta sequenza sismica, a poco più di quattro mesi dalla devastante scossa del 6 maggio. Una seconda ferita che, come ha ricordato Favero, avrebbe potuto spezzare la volontà dei friulani di risollevarsi. Accadde invece il contrario: la ricostruzione continuò, sostenuta dalla determinazione delle comunità e da una straordinaria rete di solidarietà, della quale gli Alpini furono tra i protagonisti.