Electrolux, stop ai licenziamenti: 50 giorni di tregua dopo il tavolo al Ministero

La manifestazione promossa dai sindacati davanti al Mimit

Electrolux sospende per 50 giorni il piano industriale che prevede 1.719 esuberi e apre una fase di confronto al Ministero delle Imprese e del Made in Italy: è questo l’esito del tavolo di crisi tenuto a Roma con la partecipazione dell’azienda, delle organizzazioni sindacali, di Confindustria, delle Regioni e dei Comuni sedi degli stabilimenti del gruppo, quindi anche il Friuli Venezia Giulia con Porcia.

Il tavolo al Mimit e la posizione del Governo

Alla riunione hanno partecipato anche il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani e i sottosegretari al Mimit Fausta Bergamotto e Mara Bizzotto. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha aperto il confronto con una richiesta netta all’azienda.

“Chiedo all’azienda, cui spetta compiere il primo passo, di non dare seguito alle azioni unilaterali annunciate e di aprire da subito un confronto vero e serrato al Mimit, con tutte le parti e con un programma ravvicinato di incontri. L’obiettivo è arrivare nel più breve tempo possibile a una nuova proposta industriale sostenibile e condivisa, fondata su investimenti, innovazione, tutela degli stabilimenti e salvaguardia dell’occupazione”.

L’apertura di Electrolux e la sospensione del piano

Electrolux ha accolto la richiesta del ministro di non procedere con azioni unilaterali e di avviare un confronto sul piano di riorganizzazione che prevede oltre 1.700 esuberi. L’azienda ha quindi sospeso il piano per 50 giorni, periodo durante il quale proseguirà il confronto con tutte le parti.

Nel corso del tavolo, l’azienda avrebbe però evidenziato anche le difficoltà legate allo scenario europeo del settore, tra domanda stagnante, regolamentazione complessa e crescente concorrenza internazionale, ricordando al tempo stesso gli investimenti già effettuati e la presenza di impianti produttivi tecnologicamente avanzati.

Le organizzazioni sindacali hanno a loro volta accolto la richiesta del Ministro di svolgere pienamente il proprio ruolo nell’individuazione di nuove soluzioni produttive e occupazionali alternative al piano originario dell’azienda. “Noi siamo pronti a fare la nostra parte, come sempre, attraverso strumenti ordinari e, se necessario, straordinari” ha continuato Urso.

La posizione della Regione Friuli Venezia Giulia

Al tavolo hanno partecipato anche gli assessori regionali del Friuli Venezia Giulia Sergio Emidio Bini e Alessia Rosolen. “Tutti i soggetti coinvolti, compresa l’azienda, hanno dimostrato disponibilità al dialogo, ma il dato più importante, emerso in maniera chiara, è lo stop a scelte e decisioni unilaterali da parte di Electrolux, soprattutto per quanto riguarda eventuali esuberi, piani di licenziamento e possibili operazioni di cessione” ha commentato Bini.

“Confermando che alla prossima riunione del tavolo l‘azienda dovrà presentare quindi un piano industriale rivisto, al di là degli investimenti compiuti dall’azienda e dalle azioni attuate dalle istituzioni nel corso degli anni a supporto della filiera del bianco, oggi è emerso un dato importante: il Governo italiano è disponibile a mettere in campo sia misure ordinarie sia, nel caso fosse necessario, anche iniziative straordinarie”.

E ancora: “La Regione, apprezzando la compattezza dimostrata da tutte le istituzioni, conferma quindi la posizione più volte espressa a supporto dell’impegno del Ministero, nell’ottica di tutelare le lavoratrici e i lavoratori di Electrolux”.