Electrolux, 1.700 esuberi: convocato il tavolo al Mimit. Sciopero in tutti i siti

Il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha convocato per lunedì 25 maggio alle ore 15, presso Palazzo Piacentini, un tavolo sulla vertenza Electrolux, alla luce dell’annuncio di 1700 esuberi e del piano di riorganizzazione industriale presentato dalla multinazionale degli elettrodomestici.

All’incontro saranno presenti i rappresentanti dell’azienda e le organizzazioni sindacali, insieme ai rappresentanti delle Regioni coinvolte dalla presenza degli stabilimenti del gruppo: Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Marche e Veneto. Il tavolo avrà l’obiettivo di approfondire le ricadute occupazionali e industriali della riorganizzazione e di esaminare possibili interventi a tutela dei lavoratori e della continuità produttiva.

Il piano industriale e gli esuberi annunciati

La convocazione arriva all’indomani dell’annuncio della multinazionale svedese, che si prepara a tagliare circa 1.700 posti di lavoro a livello nazionale, pari a circa il 40% della forza lavoro. Il piano di ristrutturazione è stato illustrato nei giorni scorsi ai sindacati a Mestre.

Tra gli stabilimenti coinvolti c’è anche quello di Porcia, che secondo quanto emerso dovrebbe essere interessato da una riorganizzazione produttiva con la concentrazione sulle lavatrici e la cessazione della produzione di lavasciuga. L’unica chiusura certa, al momento, riguarda il sito di Cerreto d’Esi, nelle Marche, dove lavorano circa 170 dipendenti.

Scioperi e mobilitazione dei lavoratori

Intanto nello stabilimento pordenonese (e negli altri siti produttivi italiani) è in corso lo sciopero di otto ore, con assemblee, mentre cresce la mobilitazione dei lavoratori in vista delle prossime decisioni.

Alle richieste dei sindacati di un intervento del Governo, ieri si è affiancata quella degli assessori regionali Sergio Emidio Bini e Alessia Rosolen, che avevano sollecitato un confronto rapido con l’azienda per ottenere chiarimenti sul piano industriale e sul futuro dello stabilimento di Porcia.