Cinquant’anni dopo l’Orcolat, la strada verso Castelmonte conserva ancora il ricordo di una delle pagine più dolorose della storia friulana. È proprio all’indomani del terremoto del 1976 che nacque il pellegrinaggio diocesano alla Madone di Mont, voluto dall’allora arcivescovo Alfredo Battisti. Da allora l’appuntamento si è rinnovato ogni anno e martedì 8 settembre 2026, nel cinquantesimo anniversario del sisma, assumerà un significato ancora più forte.
Sarà un momento per ricordare le vittime, esprimere gratitudine a chi contribuì alla ricostruzione e affidare nuovamente alla Madonna la comunità friulana. Un cammino che mette insieme memoria, fede e il passaggio di una storia alle generazioni che non hanno vissuto direttamente il terremoto.
Da Cividale a Castelmonte, un cammino nato nel 1976
Era l’8 settembre 1976, poco più di quattro mesi dopo la devastante scossa del 6 maggio, quando migliaia di friulani salirono a Castelmonte per il primo pellegrinaggio di affidamento alla Madone di Mont.
A indicare quella strada fu monsignor Alfredo Battisti, che lesse il pellegrinaggio anche come metafora dell’esistenza. «È un pellegrinaggio anche la nostra vita», disse allora, ricordando come lungo il cammino possano comparire «lutti, disgrazie, insuccessi, delusioni, fallimenti».
Il terremoto era, nella sua lettura, un «terribile mistero doloroso», ma attraverso la fede quei fatti potevano diventare anche «misteri luminosi». Cinquant’anni dopo, quello stesso appuntamento continua quindi a vivere, ma l’anniversario dell’Orcolat rende il pellegrinaggio del 2026 particolarmente significativo.
L’appuntamento dell’8 settembre
Il ritrovo per chi salirà a piedi è fissato alle 14.30 davanti alla chiesa di Carraria, a Cividale del Friuli. Qui l’arcivescovo di Udine, monsignor Riccardo Lamba, benedirà i pellegrini prima della partenza. L’arrivo al piazzale del Santuario di Castelmonte è previsto per le 16.30. Alle 17 Lamba presiederà la Santa Messa, mentre il canto del Magnificat accompagnerà la preghiera di affidamento della Chiesa di Udine alla Vergine di Castelmonte.
La partecipazione è libera, gratuita e aperta a tutti. Per chi raggiungerà direttamente il Santuario, dalle 15 saranno disponibili i sacerdoti per le confessioni. Alle 16, in attesa dell’arrivo dei pellegrini, sarà recitato il Santo Rosario. Per il rientro verso Cividale, dopo la celebrazione, sarà potenziato il servizio di pullman di linea del trasporto pubblico locale. È consigliato acquistare in anticipo il biglietto.
Il ricordo delle vittime e della ricostruzione
Nel cinquantesimo anniversario, il pellegrinaggio diventa anche un’occasione per rileggere ciò che accadde dopo il sisma e il ruolo avuto dalle comunità friulane nella ricostruzione.
Nel messaggio rivolto ai fedeli, monsignor Riccardo Lamba ricorda che il terremoto fu innanzitutto causa di «tante sofferenze e morti», ma rappresentò anche un momento nel quale la Chiesa udinese prese maggiore consapevolezza delle proprie radici.
L’arcivescovo richiama in particolare il legame con la Chiesa di Aquileia e l’impegno profuso per recuperare dalle macerie e restaurare un patrimonio artistico e culturale che raccontava la fede di generazioni di friulani.
Ma accanto alla ricostruzione materiale ci fu una mobilitazione che arrivò ben oltre i confini regionali. «Le nostre comunità sperimentarono la straordinaria solidarietà delle istituzioni civili e militari e di migliaia di volontari», scrive Lamba, ricordando le persone arrivate dalle Chiese sorelle d’Italia e da diverse parti del mondo per aiutare le popolazioni colpite.
La memoria passa ai giovani
Il pellegrinaggio guarda però anche al futuro. Chi oggi ha meno di cinquant’anni non ha vissuto direttamente il terremoto e per le nuove generazioni la memoria dell’Orcolat passa necessariamente attraverso i racconti di chi c’era, i luoghi della ricostruzione e le testimonianze tramandate nel tempo.
Per questo l’Ufficio di Pastorale giovanile rivolge un invito particolare ad adolescenti e giovani. Molti avevano già partecipato numerosi alle iniziative per il cinquantesimo anniversario, tra cui quella organizzata lo scorso 3 maggio a Gemona del Friuli.
Nel suo messaggio, Lamba invita inoltre a riflettere sul ruolo delle comunità cristiane in un Friuli profondamente cambiato rispetto al 1976, chiamato oggi ad annunciare il Vangelo anche alle persone arrivate da altre regioni italiane e da diverse parti del mondo.
Il pellegrinaggio sarà seguito in diretta da Radio Spazio, che racconterà il cammino attraverso le voci dei partecipanti.

